Carlo Vichi, patron della Mivar
Carlo Vichi, patron della Mivar

Abbiategrasso (Milano) - E' morto all'età di 98 anni Carlo Vichi, fondatore della storica azienda Mivar e re dei televisori italianiSposato dal 1944 con Annamaria Fabbri, lascia i figli Luisa, Maria, Valeria e Girolamo. Originario di un piccolo paesino della provincia di Grosseto, nel 1930 si è trasferito con la famiglia a Milano. Ha iniziato la sua esperienza lavorativa verso l’inizio degli anni Quaranta riparando radio in camera da letto. Nel contempo ha lavorato per la Cge e per la Minerva, per la quale ha svolto attività di contoterzista, dopo aver fondato, nel 1945, la Var (Vichi Apparecchi Radio), diventata Mivar (Milano Vichi Apparecchi Radio) nel 1955.

Il successo

In seguito ha avviato la produzione di apparecchi radiofonici e a partire dal 1959 la Mivar è entrata pure nel settore dei televisori. Per fronteggiare l’esponenziale aumento della produzione, Carlo Vichi ha poi attuato un consistente ampliamento delle strutture produttive della sua azienda, sfruttando il supporto finanziario di amici e parenti. Dalla palestra in affitto che costituiva la prima sede, la Mivar si è trasferita così in un nuovo stabilimento in via Giordani a Milano. L'ulteriore slancio a livello di produttività e numero di addetti (quasi mille a metà degli anni Sessanta) ha spinto l’azienda (una delle principali nel settore a livello nazionale) a mutare nuovamente la sua localizzazione, trasferendosi ad Abbiategrasso. A partire dalla seconda metà degli anni Settanta, Vichi ha deciso di focalizzare la produzione della Mivar sui televisori a colori, scelta che venti anni dopo ha condotto l'azienda a controllare il 35% del mercato nazionale, diventando il primo produttore di televisioni in Italia. L'imprenditore è inoltre ricordato per i suoi pesanti attacchi al sistema sindacale e per il fatto di non aver mai nascosto le sue simpatie per Hitler e Mussolini.

La crisi

Dopo il 2000, la Mivar è andata in crisi, perdendo quote di mercato in favore della concorrenza straniera. L'azienda ha così ridotto drasticamente il numero di dipendenti e nel 2013 ha smesso di produrre televisori. Nel 2014 Carlo Vichi ha annunciato la volontà di affittare gratuitamente lo stabilimento costruito negli anni Novanta sul Naviglio di Bereguardo, da lui stesso progettato e mai entrato in funzione, a chiunque avesse intenzione di produrre televisori e impiegarvi 1.200 lavoratori italiani. Tre anni più tardi, nel 2017, Vichi ha rivolto questo invito alla multinazionale Samsung, senza però mai ottenere risposta.