ANNA GIORGI
Cronaca

Andrea Caputo, visione Dropcity: “Con una stampante 3D si costruiranno le case”

Fuorisalone 2024, parla il curatore che ha ideato e realizzato il format fruibile da tutti: “Sarà un progetto civico, accessibile gratuitamente alla cittadinanza”

Caputo, visione Dropcity: "Con una stampante 3D si costruiranno le case"

Caputo, visione Dropcity: "Con una stampante 3D si costruiranno le case"

Milano – Dropcity in progress è un contenitore di progetti, nei tunnel della stazione Centrale, che “abiteranno“ la città anche dopo il Fuorisalone. Ne parliamo con il curatore Andrea Caputo, architetto che, per primo, ha avuto l’intuizione di creare uno spazio che diventerà punto di riferimento per studenti, architetti e progettisti.

Ci racconta la storia di Dropcity, partendo da come è nata l’idea?

"Dropcity è il frutto di una riflessione sulle difficoltà incontrate dai giovani laureati in architettura che intendono specializzarsi, studiare e intraprendere la professione, mancava un luogo accessibile. Aprire uno studio di architettura per un neolaureato è molto costoso. A questa riflessione si è aggiunta la consapevolezza di numeri importanti: un totale di 3.500 studenti laureati in architettura all’anno, Milano ospita oltre 12.000 architetti. Dropcity nasce appunto dalla volontà di mettere a sistema queste potenzialità e anche dalla volontà di ripensare un nuovo modello di quartiere".

Quando le è venuta questa intuizione?

"L’intuizione mi è venuta nel 2018, poi negli anni successivi l’ho consolidata. Ne ho parlato con l’allore assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran e i colloqui sono stati virtuosi perché ho incontrato l’appoggio del Comune e anche di Grandi Stazioni. Il progetto risolve un problema anche a loro, cioè quello di recuperare spazi molto belli chiusi e abbandonati da decenni".

Come definisce Dropcity?

"Un luogo dedicato alla cultura del progetto, dove creare opportunità per le nuove generazioni di ricercatori, curatori, progettisti. Il posto dove si potranno fare laboratori di prototipia e avere bibiloteche specializzate. Nel 2022 abbiamo presentato il progetto come prospettiva e in forma temporanea. Quest’anno è definitivo".

Ci dia una data di “fruizione“definitiva del progetto e ci descriva che cosa ci dobbiamo aspettare.

"Ad ottobre ci saranno due tunnel di 700 metri quadrati dedicati alla stampa in 3D. Abbiamo siglato un accordo per otto anni con WASP che avvierà i lavori di ristrutturazione del tunnel 54, mostrando le proprie tecnologie in azione. La loro macchina 3D che ha un costo di un milione sarà in grado di stampare le pareti di una casa. E per la prima volta il centro stampa sarà disponibile e accessibile a tutti. Faremo didattica per insegnare e, a ore, chiunque potrà affittare un braccio robotico e una stampante a grandi dimensioni".

Ci saranno spazi per gli studenti?

"Ci saranno altri quattro tunnel dedicati a laboratori di fabbricazione, spazi dedicati alla manualità con laser sezionatrici e tutto quello che serve per la prototipia. Sempre a ottobre inaugura anche una grande mostra dello studio parigino Bruther, culto di architetti emergenti. Occuperà 5 tunnel per 1200 metri e sarà visitabile fino a dicembre".

Che difficoltà ha incontrato il progetto in questi anni?

"É un format inedito, quindi è un grande salto nel vuoto non c’è un benchmark che può dire se funziona. E poi siamo in un momento finanziario difficile per il Paese con tassi finanziari che hanno depotenziato gli sviluppi immobiliari. Questo ha reso le cose più lunghe, più costose e più articolate".

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