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19 feb 2022

"Bullismo: dove sono gli adulti?"

Il segretario di Fondazione Carolina interviene sul caso del ragazzino che ha cambiato scuola. "Fallimento educativo"

19 feb 2022
dimarianna vazzana
Cronaca
«Una volta i bidelli si accorgevano di cosa capitava fuori dalle aule Ora pare che nessuno veda nulla»
«Una volta i bidelli si accorgevano di cosa capitava fuori dalle aule Ora pare che nessuno veda nulla»
«Una volta i bidelli si accorgevano di cosa capitava fuori dalle aule Ora pare che nessuno veda nulla»
«Una volta i bidelli si accorgevano di cosa capitava fuori dalle aule Ora pare che nessuno veda nulla»
«Una volta i bidelli si accorgevano di cosa capitava fuori dalle aule Ora pare che nessuno veda nulla»
«Una volta i bidelli si accorgevano di cosa capitava fuori dalle aule Ora pare che nessuno veda nulla»

di Marianna Vazzana "Un fallimento educativo". Lo dice senza mezzi termini Ivano Zoppi, educatore, segretario generale della Fondazione Carolina (dedicata a Carolina Picchio, che si tolse la vita a 14 anni perché vittima dei cyberbulli) e presidente della cooperativa sociale Pepita Onlus, commentando il caso del ragazzino di 11 anni costretto a cambiare scuola perché vessato dai compagni. Un dramma raccontato ieri dal Giorno. Quali sono i primi interrogativi che si pone? "La scuola, leggo, ha attivato un percorso. Ma allora perché, se davvero ha fatto il possibile, il ragazzino ha cambiato scuola, trasferendosi da un istituto pubblico a uno privato? Oltre al danno la beffa, in quanto ha dovuto allontanarsi. In questo io vedo un fallimento nel sistema di gestione della situazione". Come sarebbe intervenuto? "In questi casi bisogna considerare tutto il contesto. Coinvolgere anche i docenti e il personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario, ndr). Oggi sottovalutiamo il ruolo dei “bidelli“: una volta sapevano tutto, erano i primi ad accorgersi di quel che capitava fuori dalle aule. In questo caso pare che nessun adulto si sia accorto di nulla, docenti compresi, prima della segnalazione dei genitori. Io mi domando come sia possibile che nessuno abbia osservato. Nonostante l’appello, i genitori sono arrivati al punto da doversi rivolgere alla forza pubblica e a trasferire il figlio". Cosa pensa della risposta del Comune, che ha espresso vicinanza alla famiglia e segnalato l’attivazione di “iniziative immediate“ di scuola e forze dell’ordine? "Non la trovo una risposta soddisfacente. Manca un’attenzione quotidiana al fenomeno in un’ottica di prevenzione: ci si attiva solo in caso di emergenza. Deve esserci invece una vera politica di prevenzione. Con il nostro Rescue Team, il servizio di pronto intervento cyber di Fondazione Carolina, siamo di recente intervenuti per un caso di tentato suicidio di un ragazzino dell’area della Città metropolitana di ...

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