Bloccarono merci e mezzi: "Licenziamenti legittimi"

La Sezione del Lavoro del Tribunale di Milano ha dato ragione alla Ldg. Nel pool di avvocati dell’azienda anche il giuslavorista Pietro Ichino.

Bloccarono merci e mezzi: "Licenziamenti legittimi"

Bloccarono merci e mezzi: "Licenziamenti legittimi"

Per settimane ogni giorno serpentoni di tir pieni di cibo deteriorabile, frutta e verdura freschi erano rimasti in coda senza potere entrare nei magazzini gestiti dalla Lgd, il colosso della logistica che serve importanti nomi dell’agroalimentare italiano nei poli di Pozzuolo Martesana, Truccazzano e Vimodrone. Una perdita di oltre un milione per l’azienda, che dopo mesi di tensioni aveva licenziato i lavoratori protagonisti di quelli che erano "considerati veri e propri blocchi illegali e non proteste nel solco delle regole, in una dialettica impresa-sindacato che abbiamo sempre rispettato", dice il presidente della coop Giuseppe Ghezzi. E alla fine aveva fatto causa al SICobas.

Ieri, il giudice del lavoro di Milano Franco Caroleo gli ha dato ragione, e ha ritenuto responsabile "delle azioni dei magazzinieri" proprio il sindacato. "Volevamo che il tribunale accertasse l’illiceità del comportamento dei lavoratori – aggiunge il manager – il giustificato motivo dei licenziamenti e il nostro legittimo comportamento nei confronti del SICobas sul piano civile e penale". Tesi portate avanti da un pool di avvocati fra i quali il giuslavorista ex parlamentare Pietro Ichino e Marco Lanzani.

Secondo la ricostruzione del giudice, tra il 19 agosto e il 14 settembre e dal 15 ottobre all’11 novembre 2021, oltre quaranta manifestanti fermarono autocarri e merci destinati alla grande distribuzione, anche circondandoli e prendendoli a calci, in modo da far desistere gli autisti dal tentativo di entrare o uscire dalle piattaforme del marchio. "Durante uno dei blocchi – spiegano le carte del processo – gli operai hanno impedito scarico e carico della merce anche al di fuori del perimetro del magazzino, rendendo necessario l’intervento della forza pubblica". Lo avrebbero fatto anche ostruendo la carreggiata con reti e nastri da cantiere, bloccando la circolazione stradale.

Il sindacato ha escluso la propria responsabilità, affermando di aver disposto solo un "picchetto persuasivo". Le testimonianze e i video raccolti dalla polizia però l’hanno smentito. Secondo il giudice la condotta dei lavoratori "deve essere attribuita al Cobas, in considerazione della partecipazione ai blocchi da parte di suoi iscritti e del significativo contributo – organizzativo e decisionale – arrivato dai suoi rappresentanti".

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