di Andrea Gianni Da Roma sono arrivati al Comune di Milano trasferimenti compensativi per 447 milioni di euro, ma a causa dell’emergenza sanitaria Palazzo Marino nel bilancio del 2020 ha registrato minori entrate per 740,15 milioni di euro, con una riduzione netta di 629 milioni. Una coperta corta aggiustata a fatica, fino a raggiungere l’obiettivo di "chiudere il bilancio in equilibrio senza tagliare servizi", con una grossa incognita per il 2021. Per colmare il buco, oltre ai trasferimenti statali, il Comune ha messo 182...

di Andrea Gianni

Da Roma sono arrivati al Comune di Milano trasferimenti compensativi per 447 milioni di euro, ma a causa dell’emergenza sanitaria Palazzo Marino nel bilancio del 2020 ha registrato minori entrate per 740,15 milioni di euro, con una riduzione netta di 629 milioni. Una coperta corta aggiustata a fatica, fino a raggiungere l’obiettivo di "chiudere il bilancio in equilibrio senza tagliare servizi", con una grossa incognita per il 2021. Per colmare il buco, oltre ai trasferimenti statali, il Comune ha messo 182 milioni di euro, anche attraverso una spending review nelle varie direzioni. A pesare sulle minori entrate, secondo i dati illustrati in commissione dall’assessore al Bilancio Roberto Tasca, sono soprattutto i mancati introiti relativi al trasporto pubblico locale: 308 milioni in meno dai biglietti. "Il dato ci accompagnerà fino alla fine del 2020 - ha detto Tasca - e lo abbiamo stimato con Atm. Non dovremmo avere sorprese ulteriori in questo senso". Per effetto del lockdown sono scese le sanzioni relative al codice della strada con un -162,70 milioni, si tratta di una riduzione del 60%. Nelle casse del Comune ci sono poi -36 milioni di Imu e Tasi, -45 milioni di tassa di soggiorno, -14,22 milioni di Tari, -17,55 milioni per affitti e canoni di locazione, -19,12 milioni di proventi dai servizi comunali, -26,11 milioni di Cosap, tassa di occupazione del suolo pubblico "dovuti agli eventi saltati".

Nel bilancio ci sono 82 milioni in meno alla voce dei dividendi che provengono dalle società partecipate. Si tratta dei dividendi di Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa. "Ci sono 82 milioni di euro in meno di dividendi - ha spiegato l’assessore al Bilancio, Roberto Tasca, in commissione consiliare -, erano 144 i milioni che avevamo messi a bilancio e sono quelli che non ha pagato Sea. Si tratta di 40 milioni di dividendo ordinari che non sono stati pagati al Comune perché Sea chiuderà il bilancio in perdita di 100 milioni e quindi sono stati accantonati per questo motivo. E anche i dividendi straordinari saranno utilizzati da Sea per coprire l’esercizio 2020". Secondo l’assessore Tasca "certamente per il 2021 e molto difficilmente per il 2022, potremo immaginare di avere i dividenti da Sea. Da qui al 2022 potremo metterci una pietra sopra". Il fatto poi "che ci facciano tenere aperto l’aeroporto di Linate è un disagio che ci viene provocato e che ci dovrà essere stornato, ma ancora di questo non se ne parla". Sulla situazione finanziaria delle partecipate Tasca, rispondendo alle domande dei consiglieri, ha anche chiarito che in questo momento "non c’è il rischio di dover ricapitalizzare".