ALESSANDRA ZANARDI
Cronaca

Un flash mob nel nome di Lucia e Altea, uccise da due auto: "Basta sangue sull’asfalto"

Pedalata da Melegnano a Casalmaiocco per ricordare le vittime della strada

Flash mob e pedalata da Melegnano a Casalmaiocco per ricordare le vittime della strada

Flash mob e pedalata da Melegnano a Casalmaiocco per ricordare le vittime della strada

Melegnano (Milano) – "Più sicurezza sulle strade, nel nome di Lucia e Altea". In occasione della Giornata internazionale per le vittime della strada, ieri la sezione locale della Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta) ha organizzato un flash mob in memoria delle tante vite rimaste sull’asfalto. Attivisti delle associazioni e cittadini: un gruppo di ciclisti si è dato appuntamento alle 14.30 in piazza Risorgimento a Melegnano. Da qui il corteo si è spostato di alcune decine di metri, in via Frisi, dove il 24 dicembre 2004 la diciassettenne Lucia Pozzi, ferma sul marciapiede con alcune amiche, fu travolta a uccisa da un’auto che percorreva a forte velocità il centro abitato di Melegnano. Un momento commemorativo alla presenza dei genitori di Lucia, Paolo Pozzi e Angela Bedoni, ha reso omaggio alla studentessa scomparsa prematuramente, oggi ricordata, sul luogo dell’incidente, da una sagoma simbolica. Dopo la tappa di Melegnano, durante la quale i manifestanti hanno bloccato per cinque minuti il traffico di via Frisi, la pedalata ha proseguito per Vizzolo Predabissi, quindi per Casalmaiocco, dove una seconda e ultima sosta del corteo ha reso omaggio ad Altea Trini, 17enne lodigiana che 12 anni fa fu travolta e uccisa da un’auto mentre era in bicicletta.

"Fiab non dimentica, gli incidenti stradali non possono essere catalogati come delle casualità", ha detto Giulietta Pagliaccio, storica attivista della Federazione della bicicletta, auspicando un cambio di passo da parte della politica, che troppo spesso "assume una visione autocentrica".

Il flash mob è stato anche l’occasione per protestare contro le modifiche al codice stradale annunciate dal Governo. Un pacchetto di provvedimenti, hanno ribadito i manifestanti, "che se da un lato inaspriscono le sanzioni, dall’altro limitano i poteri dei Comuni in termini di Ztl, zone 30 e autovelox". Le critiche riguardano il fatto che così diventerà più difficile creare o proteggere aree pedonali e piste ciclabili. A livello nazionale, le obiezioni al nuovo codice della strada sono condivise, oltre che dalla Fiab, da altre 22 fra associazioni e sindacati.