CLAUDIO
Cronaca

Babbo Natale fammi tornare a quel cortile

Claudio

Negri

Cosa vorrei per Natale? Quello che vorrebbero più o meno tutti, specie a una certa età. Niente di originale. Ciascuno di noi ha qualcosa da recuperare dal passato, siamo proustiani per difetto alla ricerca di altrettanti tempi perduti. E più il tempo è perduto, più lo ricerchiamo. Ecco, da bambino perdurante e petulante quale sono, vorrei sentirmi ancora immerso nel mélange olfattivo, cromatico e climatico del mio natìo cortile lombardo. La curt. Con tanto fumo dai curvi comignoli bassi, tanta nebbia e gelo vero. Come un piccolo fiammiferaio accenderei l’ultimo zolfanello e ricomparirebbe dal tempo e dallo spazio la mia cara nonna Lena. Lena? Quale Lena? Lei preferiva che la si chiamasse col nome intero, quello della regina Elena. Una regina in esilio nelle due stanze da vedova. La sua sobrietà nel dispensare affetto aveva una deroga vistosa: io, unico nipote e nipote unico. Nonna combattente e operaia: sapeva essere epica e pratica al contempo. Poco più che adolescente, aveva vissuto la prima emancipazione femminile alla milanese, oltre l’accorciarsi delle gonne. Lavorava al tornio alla Brown Boveri ed erano i Roaring Twenties, gli anni ruggenti. Vorrei udire ancora l’incedere lesto, deciso eppure lieve della nonna sulle vecchie assicelle della ringhiera, recando un valigione carico di statuine, greggi di gesso per pascoli di muschio fresco, palme di stoffa e lo scenario del fondale dipinto un abisso di tempo prima dal bisnonno, artista eclettico. La valigia spalancata aveva odore composito di vecchia muffa come certe scatole di datteri e questo, per me, è anche aroma di Natale. Rivedo la curt al raro lume, come quello della petroliera nella Casa dei Doganieri di Eugenio Montale. Odo i passi quasi furtivi di chi scendeva a svuotare il pitale nell’apposito recesso. Ma c’era frammisto anche il dantesco arrancare nella natural burella a riveder le stelle. Nel gelo dell’alba incantata. Questo io vorrei e sognandolo forse continuerò ad averlo. In punta di fiammifero.

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