Autovelox mobili, più burocrazia. Il Comune contro il ministro Salvini

L’assessore Granelli: in due pomeriggi sul Ponte della Ghisolfa 140 multe, la velocità è un problema. Ma in futuro potremo fare controlli solo con l’autorizzazione, il Governo ci impedisce di lavorare.

Autovelox mobili, più burocrazia. Il Comune contro il ministro Salvini

Autovelox mobili, più burocrazia. Il Comune contro il ministro Salvini

Più passaggi burocratici per autorizzare i controlli con gli autovelox mobili nelle strade cittadine. Il Comune contesta la novità introdotta da una direttiva del Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini. L’assessore alla Sicurezza con delega alla Polizia locale Marco Granelli scrive un lungo post mattutino su Facebook per bocciare senza appello le nuove linee introdotte dal ministro e leader della Lega.

La premessa riguarda i controlli con autovelox mobili sul Ponte della Ghisolfa, che ha il consueto limite cittadino di 50 chilometri all’ora: "A Milano almeno 40 incidenti al giorno – spiega l’assessore –. La Polizia locale ha organizzato dei servizi di autovelox per controllare la velocità, la principale causa degli incidenti. In due pomeriggi tra le 15 e le 19 sono state rilevate 140 violazioni: tutti veicoli che andavano tra 60 e 90 km/h o più di 90. Ogni giorno in città ci sono persone che rimangono ferite in incidenti stradali, e purtroppo alcune volte alcuni muoiono: dobbiamo fermare questa strage. La velocità è determinante". A questo punto del post, Granelli attacca Salvini: "Purtroppo il Governo vuole limitare questi controlli, mettendo paletti e difficoltà, togliendo autonomia ai Comuni. In futuro questi controlli si potranno fare solo se programmati e richiesti ad una commissione in Prefettura. Sempre più burocrazia, così i vigili anziché metterli in strada li dovremmo mandare a fare commissioni e chiedere permessi".

L’assessore, come qualche giorno fa il sindaco Giuseppe Sala, affonda il colpo sul tema dell’autonomia, tanto caro al Carroccio: "Il Comune è proprietario delle strade, ma per fare i controlli deve chiedere il permesso ogni volta al prefetto. E questo lo chiede Salvini, quello della secessione e autonomia. Torniamo allo Stato del 1800, dove comanda Roma attraverso i prefetti. Al Ministero ci hanno detto che fare quelle sanzioni significa “vessare i cittadini”. Noi invece facciamo il nostro dovere, cerchiamo di far rispettare le regole (quelle dei 50 km/h che sono scritte dal Parlamento) e cerchiamo di diminuire morti e feriti, loro vogliono fare burocrazia e impedirci di fare il nostro dovere, fanno demagogia".

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