Cantiere M4
Cantiere M4

Milano, 4 ottobre 2018 - Richiesta chiama richiesta. Il concordato preventivo chiesto dal consiglio d’amministrazione di Astaldi provoca a sua volta una richiesta di chiarimenti da parte del sindaco Giuseppe Sala al colosso delle costruzioni. Tra il board della Spa e Palazzo Marino ci sono di mezzo cantieri di non poco conto, quelli della Metropolitana 4, la linea Blu, che dovrà collegare l’aeroporto di Linate alla stazione feroviaria di San Cristoforo entro luglio del 2023.

Una scadenza, si badi, già prorogata di 15 mesi rispetto a quella dichiarata in origine: 30 aprile 2022. Astaldi è infatti socia al 9,6% di M4 Spa, la società concessionaria per la progettazione, la costruzione e la gestione della nuova linea, e al 32% del consorzio dei costruttori. A far sapere di aver chiesto lumi all’impresa è lo stesso sindaco, intorno alle 13 di ieri: «Quel che abbiamo fatto sia noi sia il Consorzio M4 è chiedere spiegazioni sulla situazione relativa ai cantieri per avere la conferma che si possa andare avanti bene. Fino ad oggi, soprattutto negli ultimi mesi, si è proceduto con speditezza coi lavori e si è recuperato anche un po’ di tempo relativamente a problemi che si hanno sempre quando si scava». Nel giro di un’ora, poco dopo le 14, arriva una nota ufficiale della concessionaria, decisamente stringata: «M4 Spa, in riferimento alle vicende che coinvolgono Astaldi Spa, precisa che le attività dei cantieri per la realizzazione della M4 stanno proseguendo regolarmente». Una nota che sembra volersi limitare a fotografare la situazione attuale senza nulla dire su come potrebbe evolvere il quadro.

Decisamente più chiaro Marco Granelli, assessore comunale alla Mobilità, che spiega: «Il concordato è lo strumento che serve in caso di crisi per permettere la continuità degli impegni assunti dalla società. Quindi gli interventi continueranno proprio perché si sta facendo il concordato. Non c’è nessun cantiere fermo».Tra le fina dell’opposizione c’è chi resta scettico, è il caso di Fabrizio De Pasquale, capogruppo di Forza Italia, e Stefano Parisi, di Energie per l’Italia. «Abbiamo chiesto una commissione con i vertici della società M4, di cui il Comune è ha la maggioranza e Astaldi è socia. Non vorremmo si avessero ulteriori ritardi nei lavori» dice il primo. «La situazione di crisi di Astaldi è complessa – sottolinea Parisi –: c’è un indebitamento ingente e il rischio default. La M4 è oggettivamente a rischio, non bastano le rassicurazioni di circostanza. Servono elementi oggettivi per garantirne la continuità. Anche il Governo deve intervenire, anche se sappiamo come la pensa sulle grandi opere».