Milano selvatica: dal gabbiano all’asilo al cinghiale nei navigli, in un anno salvati 157 animali

Il bilancio del Niv, il nucleo ittico venatorio della città metropolitana. Recuperato anche un pipistrello ferito nei corridoi della Questura

Uno degli animali selvatici salvati a Milano dal Niv

Uno degli animali selvatici salvati a Milano dal Niv

Milano – Un gabbiano in difficoltà ha cercato riparo nella scuola dell’infanzia Baroni, un cinghiale è finito nelle acque del Naviglio grande e un pipistrello in condizioni precarie è stato recuperato nell’ufficio Immigrazioni della Questura di Milano: sono tra i 157 animali selvatici che quest’anno sono stati salvati tra Milano e hinterland dal Niv, il Nucleo Ittico Venatorio della Città Metropolitana.

Novantatré nel primo semestre (a marzo era stata recuperata anche una tartaruga azzannatrice), ma anche l’ultima stagione ha richiesto oltre 60 operazioni, tra ricci, cinghiali e pure un “diamante mandarino“ ferito, noto come “Diamantino“ e tra gli uccelli ornamentali più amati al mondo. Otto gli agenti in azione per 133 Comuni, più di 300 gli interventi, venti le multe stilate sia durante i controlli dell’attività venatoria, sia per reati contro l’ambiente e gli animali. Tra gli obiettivi anche la tutela della fauna protetta, con interventi mirati al ripopolamento e alla immissione di specie autoctone nei diversi contesti naturalistici, oltre al monitoraggio, censimento e - se necessario - contenimento delle specie invasive. C’è un numero dedicato (02-77405808) da comporre quando ci si imbatte in animali in pericolo o che si sono persi tra tangenziali e box delle palazzine. "Vietato tenerli in casa – ricordano dal Niv –: vanno messi sempre in sicurezza da personale specializzato che possa affidarli a centri accreditati alla loro salvaguardia". Come l’oasi del Wwf di Vanzago che quest’anno ha curato e liberato in natura diversi esemplari, tra i quali il falco precipitato a due passi dal Duomo e accudito da un senzatetto in attesa dell’arrivo degli agenti della Città Metropolitana.

Al fianco del Niv ci sono anche 68 guardie ecologiche volontarie, le Gev, che hanno supportato gli agenti durante recuperi particolari e hanno portato a termine, negli ultimi 12 mesi, circa 500 interventi di vigilanza ecologica e ambientale incastrando con le mani sul sacco - in otto casi - persone che stavano abbandonando rifiuti per strada e nei boschi. Per ostacolare il bracconaggio sono scese in campo anche le guardie venatorie volontarie (Gvv), con 150 interventi di vigilanza venatoria e un presidio costante, sia durante la stagione della caccia che nei mesi di chiusura.

“Nonostante le difficoltà siamo stati in grado di dare risposte concrete al territorio, ma dobbiamo e possiamo fare di più – stila un bilancio il consigliere delegato all’Ambiente di Città Metropolitana, Paolo Festa, ringraziando volontari e agenti del Niv –. Si deve lavorare per il consolidamento e il rafforzamento di questo nucleo essenziale per monitorare e salvaguardare le aree rurali e periurbane della nostra area metropolitana, 8 agenti per una mole di lavoro di questo tipo sono insufficienti". “Abbiamo una interlocuzione aperta con la Regione per aumentare il numero di operatori – prosegue Festa – sono fiducioso che Palazzo Lombardia verrà incontro alle nostre richieste, che sono quelle del territorio, e ci fornirà le risorse necessarie per migliorare ulteriormente i servizi resi alla comunità in materia di vigilanza ittico-venatoria. La tutela ambientale passa necessariamente dal forte contrasto alle attività illegali e da una forte alleanza con tutti i soggetti che operano nei territori quali l’associazionismo ambientalista e quello venatorio, le amministrazioni locali e tutte le istituzioni".

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