Morti d’amianto alla Scala, il pm Maurizio Ascione ha chiesto 4 condanne tra i due anni e mezzo e i sette anni di reclusione nei confronti di ex dirigenti ed ex consulenti del Teatro. È il processo per l’accusa di omicidio colposo in relazione a casi di lavoratori scaligeri morti per la presenza diffusa di amianto al Piermarini, prima delle bonifiche. Vicende analoghe per le morti d’amianto, a Milano si sono concluse finora sempre con assoluzioni. L’accusa però ieri ha chiesto...

Morti d’amianto alla Scala, il pm Maurizio Ascione ha chiesto 4 condanne tra i due anni e mezzo e i sette anni di reclusione nei confronti di ex dirigenti ed ex consulenti del Teatro. È il processo per l’accusa di omicidio colposo in relazione a casi di lavoratori scaligeri morti per la presenza diffusa di amianto al Piermarini, prima delle bonifiche. Vicende analoghe per le morti d’amianto, a Milano si sono concluse finora sempre con assoluzioni.

L’accusa però ieri ha chiesto sette anni di carcere per Giovanni Traina, imputato per tutti e cinque i decessi avvenuti per mesotelioma pleurico e che dal maggio ’87 fu referente del Centro diagnostico italiano e successivamente, con la Società di Prevenzione, consulente esterno del Teatro in materia di igiene e sicurezza. Cinque anni, invece, la richiesta di pena per Carlo Fontana, che fu sovrintendente della Scala dall’ottobre 1990 alfebbraio 2005. Secondo le indagini, gli imputati non avrebbero provveduto al censimento, alla bonifica e alla messa al bando della sostanza letale, così come previsto dalla legge del 1992, non impedendo che lavoratori e artisti della Scala venissero a contatto con le polveri di amianto disperse nell’aria per via di impianti, macchinari e isolanti temici.

"In uno fra i 10 più importanti teatri del mondo - ha detto il pm nella requisitoria - non vi era mai stata una valutazione del rischio amianto, né un programma qualificato su questa tematica". "La presenza di amianto nel teatro - ha aggiunto il pm - è stata riscontrata anche molto di recente, pure dopo il 2004, e quindi dopo la bonifica". Nonostante "le tante specifiche figure che concorrevano nell’organigramma, dai vertici ai consulenti - ha spiegato Ascione- è stata accertata l’assenza di valutazione del rischio amianto".

Il pm ha anche parlato della cosiddetta "pattona", ossia una parte del sipario, "una “bestia” di 16 metri, un doppio strato verticale, sia lato artisti che spettatori, con amianto su tutti i due lati, un rischio per operai manutentori e artisti". E ha ricordato: "Un teste ci ha detto che “c’era polvere nera ancora nel ‘98”". Ascione ha chiesto infine 2 anni e mezzo per Franco Malgrande, direttore tecnico dal 1994 e poi direttore dell’allestimento scenico e 3 anni e mezzo per Maria Rosaria Samoggia, alla direzione affari generali dal 1991 al 1996. In udienza preliminare erano già stati prosciolti "per non avere commesso il fatto" quattro ex sindaci di Milano.