Amenallah morto a 18 anni. I ragazzi dell’Accademia piangono il compagno

Studente dell’istituto professionale di Gorgonzola stroncato da un malore. Raccolta fondi per la famiglia e la lettera di un “nonno“: "Mi avete commosso".

Amenallah morto a 18 anni. I ragazzi dell’Accademia piangono il compagno
Amenallah morto a 18 anni. I ragazzi dell’Accademia piangono il compagno

Prima campanella dopo le vacanze, ma senza Amenallah. Un banco vuoto all’Accademia formativa Martesana, storico istituto di formazione professionale gorgonzolese, è quello del 18enne Amenallah Tunsi, studente di Pessano con Bornago iscritto al corso elettricisti, stroncato da un malore, probabile esito di problematiche cardiache pregresse, durante le vacanze di Natale. La terribile notizia era subito arrivata a compagni e insegnanti, e gli amici del giovane avevano organizzato, a ridosso del Capodanno, un ritrovo davanti a scuola, cui hanno partecipato insegnanti, direzione e personale, per omaggiare l’amico perduto con un minuto di silenzio. Ieri la ripresa.

"Un momento difficile per i nostri ragazzi - così il direttore Carlo Zanoni - che stanno elaborando e certamente presto supereranno, hanno i loro meccanismi e le loro risorse. Il mio personale pensiero, da preside e soprattutto da genitore, va alla famiglia del ragazzo, colpita da una tragedia senza eguali. Il momento in cui è accaduto era particolare, a scuola chiusa, e ci mancano molti contorni: ma una morte a 18 anni è qualcosa di inaccettabile, direi contro natura".

Nei giorni successivi alla tragedia, subito, anche la promozione di una raccolta di fondi online, per sostenere la famiglia di Amenallah nelle spese per il trasporto della salma in Tunisia, il Paese d’origine, dove la famiglia ancora si trova. "La madre ha voluto ringraziarci di cuore - così Ylenia Bortolato, la docente promotrice e insegnante del giovane - io credo non tanto per il sostegno economico, quanto per la dimostrazione di quanto anche qui a scuola suo figlio fosse apprezzato e amato, di quanti amici avesse, della simpatia e dell’affetto che sapeva suscitare". Amenallah stava finendo il tirocinio formativo che era andato benissimo. Affissa ai cancelli una lettera a firma di un nonno di passaggio a Gorgonzola proprio nei giorni del dramma, e indirizzata al giovane e ai suoi amici. "Tu non mi conosci. Ma io sì. Ti ho visto nelle espressioni e negli occhi dei compagni e delle compagne che sono venuti a salutarti. Uno spettacolo meraviglioso nella tragedia. Tutti quei giovani, spesso vituperati da una società che riversa su di loro le sue incapacità, mi hanno commosso". E ai ragazzi: "Fate bene a ribellarvi. Fatelo in modo civile. E il modo più saggio è quello di studiare tanto".

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