Alexander Boettcher in tribunale
Alexander Boettcher in tribunale

Milano, 15 maggio 2015 - Il Tribunale del Riesame di Milano ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Giuseppe Gennari, su richiesta del pm Marcello Musso, a carico di Alexander Boettcher e con al centro l’accusa di associazione per delinquere per una serie di aggressioni con l’acido, contestate anche all’amante e studentessa bocconiana Martina Levato e al presunto "basista" Andrea Magnani

A Boettcher, finito in carcere lo scorso 28 dicembre assieme alla studentessa per l’aggressione ai danni del 22enne Pietro Barbini, erano stati contestati nella nuova ordinanza, notificata il 18 aprile e confermata oggi, altri due episodi: il blitz sempre con l’acido ai danni del 25enne Stefano Savi, sfigurato il 2 novembre per uno scambio di persona, e il tentativo di aggressione nei confronti del fotografo Giuliano Carparelli, vero obiettivo dei tre e che riuscì a schivare la sostanza corrosiva a metà novembre.

Nel corso dell’udienza al Riesame, martedì scorso, il difensore di Boettcher, l’avvocato Ermanno Gorpia, aveva portato una serie di elementi, tra cui anche frame di filmati, per cercare di scagionare il broker. Elementi che, in sostanza, portavano ad attribuire al presunto complice Magnani la responsabilità per l’aggressione nei confronti di Savi. Davanti ai giudici, inoltre, Boettcher si era difeso mostrando anche le scarpe in aula per metterle in relazione ad alcune impronte trovate e cercando di minare la credibilità di una testimone.

Per la Procura, invece, le prove a carico del broker, così come quelle a carico degli altri due arrestati, sono solide, tanto che, dopo la decisione del Riesame, si va verso una richiesta di giudizio immediato per la cosiddetta "coppia diabolica" e per il presunto basista. L’avvocato Gorpia, però, ha annunciato che presenterà ricorso in Cassazione contro il provvedimento del Riesame per chiedere la revoca della misura cautelare.