Alviero Martini spa, nelle carte dell’inchiesta anche la morte di un operaio a Trezzano sul Naviglio

Il 25 maggio 2023 l’incidente sul lavoro di un 25enne nella ditta che riforniva la maison. “Il contratto di assunzione inviato subito dopo l’infortunio”

Uno dei laboratori perquisiti dai carabinieri nell'inchiesta sulla maison di moda Alviero Martini
Uno dei laboratori perquisiti dai carabinieri nell'inchiesta sulla maison di moda Alviero Martini

Milano – C’è anche la drammatica vicenda di un operaio morto sul lavoro nell'indagine che ha portato all’amministrazione giudiziaria per un anno della società di alta moda Alviero Martini spa. L’incidente, costato la vita al 25enne bengalese Abdul Ruman, è avvenuto il 25 maggio 2023 nei capannoni della Crocolux srl di Trezzano sul Naviglio (Milano), che, secondo quanto accertato dai carabinieri, ha un contratto generale di fornitura con Alviero Martini spa per la realizzazione di borse modello Prima Classe. Un contratto che, in realtà, avrebbe disatteso, visto che avrebbe sub-appaltato la produzione a opifici cinesi violando gli accordi sottoscritti con la committente.

Il modulo inviato dopo l'infortunio

Nel provvedimento della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Milano, che ha disposto l'amministrazione straordinaria della spa, si legge che il venticinquenne è morto "a causa dello schiacciamento provocato dalla caduta di un macchinario di lavoro". "Al fine di camuffare l'effettivo status di lavoratore in nero dell'operaio deceduto", i responsabili della Crocolux, come ricostruito i successivi accertamenti investigativi, hanno inviato "il modello telematico di assunzione al centro per l'impiego e agli enti contributivi e assicurativi Inps e Inail nella stessa mattinata" dell'incidente, "subito dopo l'infortunio".

La posizione dell’azienda

Da parte sua l’azienda Alviero Martini spa “ribadisce che tutti i rapporti di fornitura sono disciplinati da un preciso codice etico a tutela del lavoro e dei lavoratori al cui rispetto ogni fornitore è vincolato. Laddove emergessero attività illecite effettuate da soggetti terzi, introdotte a insaputa della società nella filiera produttiva, assolutamente contrari ai valori aziendali, si riserva di intervenire nei modi e nelle sedi più opportune, al fine di tutelare i lavoratori in primis e l'azienda stessa”. L’azienda sottolinea poi “di essersi messa tempestivamente a disposizione delle autorità preposte, non essendo peraltro indagati né la società né i propri rappresentanti, al fine di garantire e implementare da parte di tutti i suoi fornitori il rispetto delle norme in materia di tutela del lavoro”.

La replica di Crocolux

L’azienda di Trezzano sul Naviglio spiega in un comunicato: “Il nome di Crocolux srl è stato indebitamente associato all’indagine per sfruttamento di lavoratori nell’ambito del confezionamento di borse con il marchio ‘Alviero Martini’. Nessun tipo di provvedimento ha riguardato l’azienda. Per essere più precisi, non ci sono non ci sono alle dipendenze Crocolux srl lavoratori in nero, non esistono dormitori in qualsivoglia modo riferibili all’azienda di Trezzano sul Naviglio, né si è riscontrato alcunché di estraneo alla legge e all’etica nell’ambito delle prestazioni lavorative e dei rapporti tra titolari e maestranze”. 

Per quanto riguarda l’incidente costato la vita ad Abdul Ruman, la azienda sottolinea che “Crocolux srl ha intrapreso, difesa dallo Studio Legale Callipari di Verona, un’azione civile per danni nei confronti della ditta di trasporti a cui era stato affidato l’incarico, fissato contrattualmente, di trasferire alcuni macchinari all’interno del nostro sito produttivo di Trezzano sul Naviglio, con gli esiti che purtroppo conosciamo”.

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