Agli sportelli degli ospedali lombardi. Priorità anche alle disabilità invisibili

Sì del Consiglio regionale alla mozione del Patto Civico. Oggi l’accesso rapido è garantito solo a chi è in sedia a rotelle

Lo sportello di un ospedale (Archivio)

Lo sportello di un ospedale (Archivio)

Milano – Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione che impegna la Giunta lombarda a garantire alle persone con disabilità cognitive o intellettive la priorità di accesso agli sportelli e ai servizi degli ospedali e degli ambulatori lombardi, pubblici o accreditati che siano. A presentare la mozione è stato Luca Paladini, consigliere regionale del Patto Civico, che, a sua volta, ha raccolto la segnalazione arrivata da un’attivista dell’associazione Luca Coscioni nonché consigliera nazionale dell’Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare (Apmarr).

Nella segnalazione si raccontava come "negli ultimi mesi diversi pazienti con disabilità invisibili non avessero ricevuto, all’ospedale San Raffaele di Milano, la priorità adeguata per l’accesso al Centro Unico di Prenotazione, sperimentando – così – un vero e proprio disservizio". La consigliera si era quindi rivolta all’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’ospedale, che l’aveva rimandata alla Direzione Sanitaria. Decisiva la scelta di coinvolgere il Difensore regionale, che ha individuato criticità nel Regolamento per la priorità di accesso agli sportelli dell’ospedale e ne ha chiesto conto alla direzione sanitaria.

Da qui la svolta: il San Raffaele ha accolto i rilievi del Difensore regionale e ha modificato il sistema di gestione dei biglietti per consentire l’accesso prioritario a tutte le persone con disabilità gravi, comprese quelle con disabilità invisibili.

Il tema è proprio questo: finora la priorità è stata garantita e pacifica solo per le persone che hanno una disabilità visibile, quindi, il più delle volte, motoria. Più difficile ottenere priorità se si ha una disabilità cognitiva o intellettiva, quindi invisibile. L’obiettivo della mozione è fare in modo che tutti gli ospedali e presidi sanitari si adeguino come fatto dal San Raffaele.

Nella sua versione finale, la mozione impegna quindi il presidente della Regione e l’assessore competente "ad avviare una ricognizione volta a verificare le procedure applicate nelle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate al fine di garantire l’accesso (prioritario) di pari dignità ai servizi e alle cure ai pazienti con disabilità; nelle more della ricognizione, a provvedere, compatibilmente con le risorse umane disponibili, affinché venga completato il lavoro già in corso di predisposizione di uno sportello dedicato-prioritario, adeguatamente segnalato, a disposizione delle persone che si presentano con attestazione della condizione di disabilità o di fragilità.

"Siamo soddisfatti di aver portato all’attenzione del Consiglio regionale una questione cruciale per il diritto alla salute – commenta Paladini –: i pazienti che attualmente presentano una disabilità non visibile sono circa l’80% del totale".

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro