Sara Del Mastro
Sara Del Mastro

Legnano, 18 settembre 2020 - Era capace di intendere e volere, seppur dalla personalità “complessa”, quando scelse di rovesciare un bicchiere pieno di acido solforico sul volto dell'ex fidanzato, al termine di mesi di stalking e minacce. Questo è quanto è stato scritto nero su bianco nelle motivazioni alla sentenza di condanna di Sara Del Mastro, la 39 enne legnanese finita in carcere (ci starà per sette anni e dieci mesi) per aver aggredito e sfregiato Giuseppe Morgante, 31 anni, con cui aveva avuto una relazione piuttosto breve.

Il giudice del Tribunale di Busto Arsizio Tiziana Landoni, a Del Mastro è stato concesso il rito abbreviato, ha definito l'agire della donna gravissimo, per il fatto di aver all'ex fidanzato un “turbamento irreversibile dell'armonia e dell'euritmia del viso”, unitamente ad atti persecutori reiterati nel tempo. La 39 enne, durante il procedimento secondo quanto emerge dai documenti giudiziari, si è detta sconvolta perché Morgante dopo averla denunciata più volte si era rivolto a una nota trasmissione televisiva per raccontare la sua storia, e di aver agito in preda ad un raptus quando egli ha rifiutato di impedire che la puntata andasse in onda.

E' probabile che ora la donna ricorra in Appello. “Noi chiederemo che venga risarcito il danno e soprattutto chiederemo i danni allo Stato per non aver protetto Giuseppe, che pure aveva denunciato senza essere ascoltato”, ha dichiarato l'avvocato di parte civile Domenico Musicco, “ci batteremo per l'istituzione di un fondo di garanzia per le vittime di crimini violenti che in Italia ancora non esiste, nonostante le direttive Ce”. Secondo il legale è “incomprensibile la motivazione secondo cui alla Del Mastro non è stata contestata la premeditazione”.