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23 mar 2022

Accoltellata in strada: 24 anni al convivente

Condannato Alfred Kipe, l’albanese reo confesso di aver ammazzato Luljeta Heshta sulla Provinciale Binasca a San Giuliano

Fiori e messaggi accanto alla sedia sulla Binasca che la vittima occupava
Fiori e messaggi accanto alla sedia sulla Binasca che la vittima occupava
Fiori e messaggi accanto alla sedia sulla Binasca che la vittima occupava

di Anna Giorgi

Ventiquattro anni in primo grado ad Alfred Kipe, l’albanese di 44 anni che ha confessato di aver ucciso a coltellate la sua convivente Luljeta Heshta di 47, lungo la strada provinciale Binasca a San Giuliano Milanese lo scorso 7 febbraio. "Non volevo ucciderla, ero depresso, bevevo ed ero geloso", una dichiarazione resa ieri in aula da Kipe, poco prima della pronuncia della sentenza della Corte d’Assise, che è stata un’altra coltellata, stavolta alla memoria, di Luljeta ed è divenuta aggravante dell’omicidio commesso, quindi, per "futili motivi".

Kipe aveva anche provato a lungo a negare di essere stato lui, davanti al gip nella prima convalida aveva detto che con Luljeta litigava spesso, ma che con quella morte non c’entrava nulla. Non c’era, era altrove. Testardo nel sostenere la stessa inverosimile versione anche di fronte all’evidenza di un filmato che lo incastrava, alle telecamere della zona che avevano registrato la sua presenza proprio lì, accanto alla rotonda sulla strada provinciale 40 tra San Giuliano Milanese e Melegnano, all’ora in cui presumibilmente era morta la sua donna.

E pure il suo stesso cellulare era diventata prova schiacciante contro di lui, con le celle che lo agganciavano nella strada provinciale, all’oar dell’omicidio. Tentativi pietosi di negare un omicidio maturato con rabbia e consumato con ferocia. Cinque coltellate al petto e alle gambe, uno sfregio anche nelle modalità di accanimento nei confronti del corpo esile della donna che aveva vissuto con lui per vent’anni e guadagnava per mantenere entrambi, prostituendosi sulla Binasca.

La coppia abitava in una casa popolare, in zona Corvetto, mentre vivono da tempo in Albania i due figli di Luljeta, avuti entrambi da precedenti relazioni. Nonostante i litigi, che negli ultimi tempi si erano fatti violenti e quotidiani, perché lui sospettava che lei si fosse innamorata di un altro, come hanno raccontato i vicini, la donna non lo aveva mai denunciato per maltrattamenti.

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