A Milano il 2024 inizia con uno spettacolo di burattini sul senso della vita, raccontato con poesia

Alla Casa della Memoria di via Confalonieri 14 (ingresso gratuito) andrà in scena “L’anatra e la morte” del burattinaio milanese Paolo Sette. Indicato per bambini, adolescenti ma anche adulti

Il burattinaio milanese Paolo Sette

Il burattinaio milanese Paolo Sette

Milano, 31 dicembre 2023 – Piove, è tutto chiuso. Cosa fare a Milano il primo gennaio insieme ai bambini (ma non necessariamente)? Molto semplice: assistere a uno spettacolo di burattini. Inizia così l’anno nuovo alla casa della Memoria di via Federico Confalonieri 14 (ingresso gratuito).

Nell’ambito della rassegna Cantierememoria 2023-2024, la cui ottava edizione si chiama “Ridere e morire”, alle 18 andrà in scena lo spettacolo di burattini “L’anatra e la morte”. Il burattinaio milanese Paolo Sette ha realizzato un adattamento del celebre e testo dello scrittore tedesco Wolf Arlbruch “L’anatra, la morte e il tulipano”. Con dolcezza e poesia racconta un rapporto impossibile che infine si trasforma in amicizia tra un’anatra ansiosa, preoccupata, sensibile al presentimento della fine e una morte come poche volte la si è vista, in letteratura come a teatro. Con un lirismo che a tratti ricorda quello del Piccolo principe di Saint-Exupery. Consigliato ai bambini e agli adolescenti oltre che agli adulti, perché tutti si chiedono insistentemente come riempire di senso la vita.

Il 3 gennaio, alle 19, dopo il concerto “Maracatu” con Estrela Do Boi, Caterina Rosaia e Alice Sinigaglia, proporranno una lettura molto particolare : “Ofelia, un tentativo”: un lamento semiserio, una preghiera scanzonata, il gioco disperato di non lasciarsi affondare dalla tristezza, nell’intento di capire questa figura affascinante al di là del suo mito e dei suoi stereotipi perché dietro una morte incomprensibile, terribile come un suicidio, c’è sempre un essere umano da comprendere e ascoltare.

Il 4 gennaio, alle 18, è il momento del “Funerale all’italiana” di Benedetta Parisi e Alice Sinigaglia – un titolo che riporta all’atmosfera di commedie indimenticabili come Divorzio all’italiana di Pietro Germi o alla coppia Loren-Mastroianni diretta da De Sica in Matrimonio all’italiana (1964), ma questo tempo antico si ribalta e il momento del funerale della nonna – che in verità non si compie mai – diventa un espediente per parlare di famiglia, tradizione, antenati e discendenze, in un continuo gioco di rimandi tra passato e futuro. Un percorso all’interno della memoria e del rito funebre, oggi incrostato di formalità, alla ricerca di un momento di verità in cui, forse, possa ancora essere possibile il senso di un rituale.

A concludere questa carrellata di spettacoli, il 7 gennaio, ore 18, la “Disfatta di Roncisvalle”, una produzione firmata teatro Pane e Mate, con la regia di Kalos Herrero. Lo spettacolo utilizza tecniche miste: pupazzi a stecca e a vista di grandi dimensioni, teatro d’attore, pupi di latta, il tutto accompagnato da musica dal vivo.

Nasce da una ricerca sui testi della Chanson de Roland e del Morgante di Pulci e sulle musiche e gli strumenti tradizionali dell’Aragon, come il chiflo (flauto a tre fori) e il chicoten (salterio a percussione). In scena l’incontro casuale di un teatrante ambulante e di un musicista di strada, che viaggia accompagnato da un piccolo orso: insieme ripercorrono la storia dei paladini di Francia nella battaglia di Roncisvalle, proponendo una riflessione sulla guerra e sulla natura ambivalente dell’animo umano.

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