L'idea: un limoneto sperimentale nella vicina Val Trebbia
L'idea: un limoneto sperimentale nella vicina Val Trebbia

San Rocco al Porto (Lodi), 4 dicembre 2019 - Il “re dei limoni” crea il primo limoneto sperimentale nella valle padana. L’azienda Giancarlo Polenghi con sede a San Rocco al Porto (ma con un altro stabilimento produttivo in Italia, uno in Belgio ed uno in Florida) e che dal 1976 declina il succoso frutto giallo in tante varianti proponendo una miriadi di prodotti, ha costituto l’Atelier Polenghi, un’azienda agricola in località Fiorano di Travo, in Val Trebbia, nel piacentino. «Qui abbiamo sviluppato un progetto di creazione in un territorio sulla carta ostile durante il periodo invernale, ma con un forte potenziale, visto il clima temperato proprio della val Trebbia, che favorisce la crescita delle piante di limoni» hanno ribadito dall’azienda. Per realizzare questo obiettivo, che punta a determinare l’adattabilità di differenti varietà di limone, lime e altri agrumi di tutto il mondo, l’azienda sanrocchina Polenghi si avvale della preziosa collaborazione della Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.

«Sono convinto che , per poter continuare ad essere il leader di mercato del succo di limone, è fondamentale avere una conoscenza completa ed approfondita della materia prima – spiega Marco Polenghi, amministratore delegato del gruppo –. Ed è per questo che nasce la sfida di voler replicare un limoneto sperimentale anche nella nostra terra, prendendo spunto dalla Sicilia». Fondamentale è stata la collaborazione con l’università piacentina. «Il cambiamento climatico può fornire anche opportunità: infatti si può generare delle nicchie climatiche dove potrebbe consentire la coltivazione di colture inconsuete, come in questo caso il limone o gli agrumi – spiega il professor Sergio Tombesi, docente di Arboricoltura generale –. Con la sperimentazione miriamo ad individuare i genotipi e le specie che con gli opportuni accorgimenti possano contribuire a fornire delle alternative sostenibili in aree dove l’agricoltura sta perdendo competitività».