L’allerta contro la peste suina: in sei comuni restrizioni di primo livello

Bruxelles invita a prestare la massima attenzione ai cinghiali presenti. Nel caso in cui venisse trovato un esemplare infetto un ulteriore giro di vite

I cinghiali sono i principali vettori della malattia virale infettiva che colpisce suini allevati e selvatici

I cinghiali sono i principali vettori della malattia virale infettiva che colpisce suini allevati e selvatici

Lodi – Anche il Lodigiano entra, da oggi, nelle zone di restrizione per la diffusione della Peste suina africana. Sono state infatti pubblicate ieri, sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, le zone soggette a restrizioni, dopo l’insorgenza di nuovi casi di positività alla malattia virale infettiva che colpisce i suini allevati e selvatici e può avere conseguenze gravi sulla popolazione animale interessata e sulla reddività dell’allevamento. Nel Lodigiano l’allerta era cresciuta negli ultimi giorni dopo il ritrovamento della carcassa di un cinghiale con il virus nel Piacentino. Finora però la Ue non aveva emesso nessun avviso per il territorio. La pubblicazione in Gazzetta di ieri determina l’entrata in vigore del provvedimento dal giorno successivo quindi oggi. L’Unione Europea ha previsto, per il Lodigiano una “zona di restrizione di primo livello“, quella più lieve.

Sostanzialmente si dice di prestare massima attenzione alla popolazione dei cinghiali presenti (gli animali vettori del virus), di monitorare a tappeto, cacciando anche gli esemplari e recuperando eventuali carcasse. Nell’eventualità in cui poi una di queste carcasse risultasse avere il virus inizierebbero problemi più seri perché scatterebbero le misure di “restrizione di secondo livello“, ossia dagli allevamenti non potrebbe più uscire nessun maiale vivo. Con pesantissime conseguenze per gli operatori del settore.

Sui nomi dei comuni lodigiani inseriti nella zona di “restrizione uno“ ieri si è scatenato un piccolo giallo. Nel documento ufficiale dell’Unione europea erano stati inseriti Orio Litta, Senna Lodigiana, San Rocco al Porto, Somaglia, Ospedaletto Lodigiano, Guardamiglio, Marudo, Salerano sul Lambro, Borghetto Lodigiano, Casaletto Lodigiano, Castiraga Vidardo, Pieve Fissiraga, Sant’Angelo Lodigiano, Valera Fratta, Graffignana, Villanova del Sillaro, Livraga, Caselle Lurani e Borgo San Giovanni. Subito dopo però, il ministero della Salute è intervenuto, precisando che l’elenco è sbagliato e i Comuni lodigiani rientranti nella zona di restrizione uno sono esclusivamente Guardamiglio, Orio Litta, Ospedaletto Lodigiano, San Rocco al Porto, Senna Lodigiana e Somaglia. Sostanzialmente quelli più vicini all’asta del Po e al confine con il Piacentino.