Una corsia del Maggiore
Una corsia del Maggiore

Lodi, 18 aprile 2016 - Azienda opedaliera attaccata dal sindacato "personale al collasso da incrementare". La direzione però risponde "sono solo riorganizzazioni, nessun pericolo per i pazienti né carenze". Con toni piuttosto accesi, interpellando anche la prefettura, che dovrebbe ascoltarlo oggi, Gianfranco Bignamini, candidato sindaco per le amministrative di Codogno e portavoce della federazione sindacale indipendente Fsi-Usae Federazione Lodi, ha attaccato l’Azienda ospedaliera di Lodi. Si riferisce ad alcuni problemi che riguarderebbero, a suo parere, i quattro ospedali del territorio e in particolare quelli della Bassa. Secondo Bignamini nel pronto soccorso di Codogno "il personale, oltre a svolgere attività di reparto, segue il servizio life care con un infermiere che, per trasporti di malati gravi, lascia il pronto soccorso e va via in ambulanza sguarnendo il reparto".

"Gli stessi lavoratori devono inoltre accudire 6-8 posti letto tutti i giorni, quelli dei pazienti che dalle 19 alle 8 del mattino non possono essere ricoverati in reparto e ora lì arriva anche la sala gessi" denuncia Bignamini sottolineando la carenza di addetti. L’azienda però ribatte "abbiamo verificato, ma non ci risulta carenza di personale in questo comparto. Il life car e l’assistenza a pazienti stabili, non acuti, nei posti letto citati fanno parte delle mansioni, ben calibrate, di chi è in servizio. Per la sala gessi, invece, stiamo facendo valutazioni sulle nuove modalità di gestione". Inoltre a Casale, sempre secondo Bignamini, "l’Ao vuole tagliare 5 posti letto in geriatria e questo sempre per mancanza di personale e ha fatto installare telecamere in ospedale per spiare i lavoratori e i cittadini senza il permesso della rsu e dei sindacati trasgredendo l’ art. 4 della legge 300".

"Il discorso delle telecamere era stato affrontato due incontri sindacali fa e compreso che, dopo la ristrutturazione dell’ingresso della struttura e la novità degli occhi elettronici, serviva un iter diverso affinché fossero regolari" prosegue l’azienda. "Invece per i posti letto di Casale c’è una persona in maternità quindi si cercherà di sostituirla presto". Polemiche anche per i nosocomi Casale e Sant’Angelo "dove i dipendenti devono andare a coprire i buchi a Lodi perché lì manca personale infermieristico. E gli viene chiesto di essere reperibili per la dialisi di Lodi, mettendo in serio pericolo i pazienti dializzati" incalza Bignamini. "Stiamo solo facendo ruotare il personale, senza mettere in pericolo nessun paziente» spiega l’azienda".