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5 mag 2022

"Nell’istituto delle suore contratti irregolari"

Lodi, protesta della Cgil. Alle dipendenti applicate. condizioni con meno garanzie. per la malattia e i giorni festivi

I sindacalisti e alcuni dipendenti licenziati ieri mattina al presidio organizzato davanti alla struttura dove si accudiscono malati e infermi
I sindacalisti e alcuni dipendenti licenziati ieri mattina al presidio organizzato davanti alla struttura dove si accudiscono malati e infermi
I sindacalisti e alcuni dipendenti licenziati ieri mattina al presidio organizzato davanti alla struttura dove si accudiscono malati e infermi

Protesta della Cgil, ieri mattina a Lodi, davanti all’Istituto suore Sacra Famiglia di Spoleto. "La struttura applica un contratto colf badanti che sostiene essere legittimo per qualsiasi ruolo – spiega il sindacalista Ivan Cattaneo –. Nella struttura si accudiscono malati, alcuni infermi e gli operatori fanno da mangiare e le pulizie. Dovrebbero però, da contratto nazionale, essere solo o colf o badanti. Quindi noi abbiamo portato avanti trattative per regolarizzare il contratto e abbiamo chiesto l’applicazione attenta delle direttive nazionali. Ma non c’è stato niente da fare". Secondo Cgil, ci sono due problematiche: "Il contratto colf badanti prevede solo 15 giorni di malattia all’anno e questo è moralmente inaccettabile e poi non prevede di lavorare la domenica e i festivi. Avevamo proposto un contratto Agidae, che è adatto a quel tipo di strutture, ma loro non hanno accettato perché sarebbe venuto a costare di più. Hanno così proposto alle lavoratrici di stralciare il vecchio contratto, in deroga al contratto nazionale, con l’accettazione di lavorare la domenica e i festivi. Ma tre dipendenti non hanno firmato e quindi sono state licenziate".

Durante il presidio in via Biancardi non è uscito nessuno per prendere contatti con i sindacati. Un messaggio, affidato a un volantino, diceva: "Noi, con contratto Colf badanti, pensato per le famiglie, dopo essere state a disposizione, con tutti i rischi del caso e senza nessun riconoscimento economico, durante i lockdown Covid, aver perso mensilità a causa di un contratto che non prevedeva malattia oltre i 15 giorni e aver svolto mansioni di assistenza a ben più di una persona alla volta, abbiamo chiesto di applicarci un contratto più idoneo alla realtà dell’Istituto (...) Invece ci è stata proposta una deroga al nostro contratto. Ma non abbiamo accettato e siamo state licenziate". Dall’Istituto delle suore a Spoleto e dallo studio di consulenza del lavoro che segue questa realtà è stata annunciata una replica a quanto sostenuto dalla Cgile nella giornata odierna. Paola Arensi

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