Gad Lerner e Moni Ovadia sul caso mense di Lodi
Gad Lerner e Moni Ovadia sul caso mense di Lodi

Lodi, 7 novembre 2018 - “E' la 'forma mentis' dei reazionari dare la colpa a qualcuno di ciò che va male, facendo credere che con la segregazione del colpevole noi staremo meglio. Sì diceva 'prima i tedeschi' come oggi 'prima gli italiani' o Trump con 'America first'. Ma nella nostra Costituzione si parla di eguaglianza di tutti gli esseri umani. La dignità non è materia di nessuno, lo Stato può  togliere temporaneamente la libertà a chi ruba ma non la dignità. E che non venga rispettata la dignità di un bambino in una mensa è  un obbrobrio, è  la differenza tra la civiltà e la barbarie”. Ovazioni mercoledì sera nella sovraffollata aula Magna del Verri, che già si sapeva troppo piccola per accogliere un così vasto pubblico, per Moni Ovadia, invitato a conversare sulla questione mense per i bambini stranieri assurta a livello nazionale in seguito all'introduzione da parte della giunta leghista di un regolamento ritenuto discriminatorio.

Su invito del 'coordinamento Uguali doveri' è intervenuto anche Gad Lerner: “Nel settembre del '38 per le leggi razziali vennero espulsi dalle scuole 6 mila bambini ebrei. A Lodi avete avuto questa concomitanza di date ma in un periodo in cui l'ostilità verso gli stranieri è  cresciuta. Non vorrei che l'Italia diventasse una democrazia illiberale che porti ad esiti anche drammatici”. “Fanno cosi: testano un provvedimento e verificano la reazione - ha aggiunto Ovadia -. Se è breve possono andare avanti. Per questo a Lodi avete fatto una cosa che cambia la storia: una battaglia per dire che voi non vi piegherete a  questa barbarie. Bisogna ripartite dal basso, senza mai derogare ai principi costituzionali”. “Da sempre nella storia l'atteggiamento è quello di distinguere i nostri poveri dagli altri cui venivano attribuite colpe - ha aggiunto Lerner -. Come quando non si affittavano case ai meridionali. Lodi è diventata laboratorio nazionale del cambiamento con una mobilitazione che tiene dentro religioni, partiti e sensibilità diverse. Bisogna tornare ad essere maggioranza. Ma è la scuola il luogo principale dove gli insegnanti agiscono per annullare diversità che spesso le stesse famiglie straniere tendono a sostenere”. 

“Sono le minoranze che cambiano il mondo - ha concluso Ovadia -: i partigiani, gli afroamericani, le femministe, persone come Mandela e Gandhi. I problemi burocratici sono solo trucchi: ribellarsi a leggi ingiuste è un imperativo morale. Quando vincerete verrò a Lodi con la mia banda di Rom sbandati a festeggiare”.