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12 feb 2022

Lodi: dai ricoveri alle visite online, "rivoluzione" nella sanità

Il nuovo approccio parte dalla prima Casa di comunità che sta per essere inaugurata a Sant’Angelo Lodigiano

carlo d’elia
Cronaca
All’ospedale Maggiore di Lodi non più Pronto soccorso ma Medicina d’urgenza
L'ospedale Maggiore di Lodi

Lodi- La prima Casa di comunità sarà quella di Sant’Angelo Lodigiano. L’inaugurazione è prevista per la prossima settimana. Poi si passerà al taglio del nastro delle altre quattro nella provincia. Sulla base della programmazione regionale e delle linee di progetto di Ats della Città metropolitana che stabiliscono la nascita di una Casa di comunità ogni 50mila abitanti, le strutture saranno realizzate anche a Lodi, Codogno, Casalpusterlengo e Zelo Buon Persico così da garantire omogeneità, equità di accesso e prossimità dei servizi dall’Alto al Basso Lodigiano.
Anche negli ospedali sono iniziate le prime modifiche con l’approvazione del Poas, il Piano di organizzazione aziendale strategico, da parte dell’Asst di Lodi. Nell’era post-Covid poco sarà come prima per i quattro presìdi ospedalieri lodigiani.

Al centro ci sarà il territorio, questa la parola chiave per una sanità che punta sulla cura anche attraverso la telemedicina. A quasi due anni dall’inizio della pandemia, cambia il modo di accedere ai presìdi ospedalieri. Restano le modifiche adottate con la pandemia per quanto riguarda l’attività del Pronto soccorso di Lodi. Si parlerà d’ora in poi di Medicina d’urgenza che comprende, come viene spiegato nel Poas, "la gestione, in regime di degenza che non superi le 72 ore di pazienti con problemi clinici diversi e di diversa complessità, anche traumatologici e tossicologici, il cui iter diagnostico-terapeutico d’urgenza non è esauribile nelle poche ore a disposizione della gestione di Pronto soccorso. I posti letto per tale attività sono due ogni 10mila accessi di cui almeno 1/3 di alta intensità".

Ad affiancare Lodi ci sarà l’ospedale di Codogno, dove verranno mantenuti il Pronto soccorso e la Terapia intensiva. Sant’Angelo e Casalpusterlengo dovranno sempre più assumere una "connotazione territoriale". Confermati poi i reparti di Malattie infettive di Sant’Angelo Lodigiano e l’Unità di Radioterapia e l’Oncologia di Casalpusterlengo. L’idea di fondo dell’Asst muove dalla necessità di ridurre al minimo l’ospedalizzazione dei pazienti, con la riorganizzazione dei servizi territoriali e grazie alle Case di comunità.
 

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