L’Emporio Solidale: "Basta pacchi a casa. Qui per i più bisognosi la spesa ha dignità"

Compie un anno il supermercato dove nel 2023 gli utenti sono stati 2.420

L’Emporio Solidale: "Basta pacchi a casa. Qui per i più bisognosi la spesa ha dignità"

L’Emporio Solidale: "Basta pacchi a casa. Qui per i più bisognosi la spesa ha dignità"

L’Emporio Solidale del Lodigiano “Don Olivo Dragoni“, primo progetto operativo della Fondazione di Partecipazione Casa della Comunità, oggi compie un anno: "Un vero e proprio supermercato, dove le persone in difficoltà possono scegliere i prodotti di cui hanno bisogno e rifornirsi usando una tessera a punti, rilasciata in base alla valutazione effettuata dai Centri di ascolto delle Caritas parrocchiali e della Piattaforma “Don Leandro Rossi“ di Famiglia Nuova oppure dai Servizi sociali del Comune", ricordano il presidente Paolo Landi, la direttrice generale Lucia Rudelli e Lorenzo Musitelli, responsabile dell’Area cibo.

Non più pacchi solidali standard da distribuire, quindi, ma la dignità di fare la spesa da soli. Sono 7 gli operatori e 70 i volontari che nel 2023 hanno registrato 2.420 accessi per 8mila ore di attività. Da aggiungere altri 5 volontari che ricoprono ruoli apicali e di responsabilità nell’organizzazione.

Ogni giornata di apertura dell’Emporio ha visto la presenza media di 8 volontari. Considerando ogni ora di volontariato pari a 9 euro, si ottiene un valore monetario di 72mila euro. "La rete dei donatori conta poi 49 aziende. Nel 2023 sono stati regalati 868.448 chili di alimenti e 48.908 prodotti per l’igiene più materiale scolastico per quasi mille tonnellate di merce. Il valore complessivo delle donazioni è di 3 milioni e 600mila euro – dettagliano i responsabili – Gli enti istituzionali di rilevanza nazionale (Fead Unione Europea e Banco Alimentare) coprono oltre il 60% delle donazioni di prodotti alimentari; seguono i supermercati locali, che forniscono quotidianamente eccedenze alimentari pari al 97%".

Negozi, ristoranti, privati cittadini e onlus completano le donazioni che per la crisi sono però in flessione: "Registriamo un calo del 20% delle donazioni da parte della grande distribuzione, del 5% da parte dei donatori istituzionali, del 25% delle raccolte alimentari. Il tutto viene compensato dall’ingresso di nuovi fornitori che fanno capo al Fondo aiuti europei agli indigenti. Il 96% dei prodotti sono stati donati ai quattro Empori (Lodi, Casalpusterlengo, San Colombano e Dresano), alle 38 parrocchie e alle 22 comunità".