La caldaia malfunzionante. Monossido nell’abitazione. Famiglia finisce in ospedale

Madre, figlio e figlia maggiorenni hanno rischiato di perdere la vita. Salvati dall’arrivo dei soccorritori, sono stati poi sottoposti a ossigenoterapia.

La caldaia malfunzionante. Monossido nell’abitazione. Famiglia finisce in ospedale

Madre, figlio e figlia maggiorenni hanno rischiato di perdere la vita. Salvati dall’arrivo dei soccorritori, sono stati poi sottoposti a ossigenoterapia.

Salvi grazie al pronto intervento dei vigili del fuoco e dei soccorritori. La notte tra venerdì e sabato, intorno all’una, allarme in una casa quadrifamiliare di via Fratelli Cervi, dove una famiglia è rimasta intossicata dal monossido di carbonio; madre, figlio e figlia maggiorenni sono finiti in Pronto soccorso a Crema e sottoposti a ossigenoterapia. L’allarme è scattato intorno all’una, quando la madre si è sentita male. Chiamata al 112 da parte di uno dei due figli e corsa dei soccorritori che hanno immediatamente avvertito i vigili del fuoco. Il rilevatore di monossido di carbonio, che ciascun soccorritore ha in dotazione, una volta che i pompieri sono entrati in casa, ha subito evidenziato una alta percentuale del silenzioso killer.

La famiglia è stata immediatamente evacuata e affidata ai soccorritori, che dapprima hanno stabilizzato in ambulanza la mamma e i due figli e poi hanno provveduto al loro trasporto in ospedale. Intanto nella casa, al primo piano di questa villa dove abitano quattro famiglie, i vigili del fuoco hanno aperto le finestre e aerato la casa. Al termine dell’operazione, quando il monossido è stato tolto di mezzo, i pompieri hanno cercato l’origine della fuga del letale gas e l’hanno trovata nel malfunzionamento della caldaia. Terminata la ricognizione nell’appartamento della famiglia, i vigili del fuoco hanno controllato anche le altre tre abitazioni per verificare se il monossido fosse passato anche nelle altre stanze, constatando invece che tutto era a posto. Il loro intervento è durato un paio di ore. Le tre persone in ospedale non destano preoccupazione nei medici curanti, ma resteranno in osservazione anche nelle prossime ore.