PAOLA ARENSI
Cronaca

Grido d’allarme dei pendolari: "Pretendiamo maggiore sicurezza"

Treni fantasma, mendicanti, persone lungo i binari. Chiesta Polfer a Melegnano

I viaggiatori hanno messo nero su bianco un vero e proprio cahiers de doleances

I viaggiatori hanno messo nero su bianco un vero e proprio cahiers de doleances

Treni "fantasma", persone lungo i binari e mendicanti, abbiamo bisogno di più sicurezze!". E’ il grido d’allarme del comitato pendolari del Lodigiano e sud Milano visto che, chi fa il pendolare verso Milano, utilizzando la linea ferroviaria Milano Piacenza e le altre direttrici, "i disagi non si sono infatti fermati nemmeno con le ferie", testimoniano gli attivisti i quali vogliono solo dare il proprio apporto costruttivo. "I primi treni del mattino, che partono dal deposito locomotive Milano Fiorenza, hanno costantemente problemi: vengono cancellati o accumulano ritardi enormi.

Noi chiediamo informazioni, ma non ci vengono mai spiegate le motivazioni", introducono. Uno degli ostacoli più grandi a una circolazione sicura e alla permanenza in stazione è "la presenza, a terra o a bordo, dei treni, di viaggiatori che chiedono l’elemosina, ma anche che camminano a lato binari, ovunque, scavalcando divisori in plastica". Questi problemi sono stati notati a San Zenone al Lambro, tra Lodi e Secugnago (è capitato ancora, per esempio, nella serata del 21 agosto) e tra Rogoredo e San Giuliano Milanese. L’auspicio dei pendolari è che "sia aperta una postazione fissa della Polfer in stazione a Melegnano, dove ci sono ampi spazi, perchè possa essere un punto di riferimento per la sicurezza di tutto il sud Milano" spiegano.

"Inoltre, fuori dalle stazioni, ma anche all’interno come a San Donato Milanese, mancano le delimitazioni dell’area ferroviaria e la gente accede dove vuole e poi cammina sui ciottoli, sfiorata dal treno di passaggio, mentre impera il consumo e lo spaccio di droga. Ci chiediamo quindi se le telecamere sono funzionanti e se le immagini vengano o meno utilizzate", incalzano dal comitato. Ci sono lamentele anche per i rimborsi:"Con il nuovo indennizzo, con parametri che non lo fanno mai scattare, ci hanno tolto anche quel 30 per cento di bonus che Regione ristorava dal 2003, in automatico, agli abbonati e che scattava, da anni, su oltre la metà delle direttrici ogni mese" concludono. P.A.