Medico ricoverato all’ospedale di Lodi
Medico ricoverato all’ospedale di Lodi

Lodi, 6 luglio 2018 - In ospedale a Lodi si è presentato in stato confusionale e con febbre molto alta. Le sue condizioni sono subito apparse gravi, tanto che l’uomo, un sessantenne medico di famiglia, residente a Lodi, è stato subito ricoverato in Terapia intensiva all’ospedale Maggiore. I medici assicurano che si tratta di un caso di encefalite. Il paziente è intubato, in condizioni serie ma stabili. Ora, all’ospedale di Lodi stanno aspettando gli esiti degli esami, ma non possono escludere che si tratti di “febbre del Nilo”, o “West Nile virus”, una malattia infettiva che viene trasmessa all’uomo attraverso la puntura di zanzare presenti anche in Pianura Padana. Di solito la puntura non è pericolosa ma, in alcuni casi, soprattutto nelle persone anziane, può causare gravi infezioni come, appunto, l’encefalite. Il paziente non avrebbe soggiornato all’estero.

La febbre del Nilo occidentale si manifesta con sintomi similinfluenzali con una durata di 3-5 giorni. Spesso il percorso clinico è inapparente ed esiste quindi un rischio elevato di trasmissione della malattia in chi riceve le conserve di sangue in paesi endemici. Il virus, che è diffuso in Africa, Europa, Asia e dalla sua prima comparsa nel 1999 a New York anche nel Nordamerica, è stato scoperto qualche anno fa anche nel delta del fiume Po. La malattia può non venire riconosciuta, almeno nei casi meno gravi, e può essere vissuta dal paziente come un’influenza che dura circa una settimana, ma se non curata in alcuni soggetti può portare a encefalite, coma e morte. Un monitoraggio con esami genetici effettuato a luglio 2015 dall’Ats della città metropolitana su alcune zanzare appositamente catturate confermarono che erano portatrici del virus. Per questo, sulla vicenda, è vigile il controllo dell’Ats della città metropolitana che in caso di accertamento della malattia infettiva dovrà informare il sindaco di Lodi e avviare la profilassi. L’ultimo episodio di febbre del Nilo occidentale, in provincia di Lodi, risale a settembre scorso. In quell’occasione era stato un muratore di 60 anni, residente a Crespiatica, a essere ricoverato nel reparto di malattie infettive di Lodi.