“Let’s talk about sex“, il Lodigiano diventa set: Manuela Migliaccio protagonista di un film sulla disabilità

La giovane di Sant’Angelo al centro del documentario di Olga Sargenti. L’opera racconta la vita complessità della vita di chi deve quotidianamente fronteggiare difficoltà e disagi. Affrontando ogni aspetto dell’esistenza con emozione

La santangiolina Manuela Migliaccio perse l’uso delle gambe in un dirupo

La santangiolina Manuela Migliaccio perse l’uso delle gambe in un dirupo

Sant’Angelo Lodigiano (Lodi) – Il Lodigiano diventa il set per un film sulla disabilità. Qui è infatti ambientato il documentario di Olga Sargenti, che ha deciso di raccontare la storia di una santangiolina che ha perso l’uso delle gambe cadendo da un dirupo, ma è rimasta piena di energia. Per girare il documentario sono stati scelti i pullman di Star Mobility, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale su gomma.

Le riprese sono state effettuate nei giorni scorsi in alcune zone del Lodigiano, con la protagonista Manuela Migliaccio, che ora vive a Sant’Angelo Lodigiano e prendeva un mezzo pubblico per andare a lavorare a Tavazzano con Villavesco. Il documentario d i Olga Sargenti è diretto da Francesco Rubattu e Roberta Palmieri ed è in fase di realizzazione. La casa di produzione è la Sette e mezzo Studio di Bologna, che ha ricevuto finanziamenti e al tempo stesso promosso una raccolta fondi al link https://sostieni.link/34824.

«Ho conosciuto la storia di Manuela grazie a Internet – racconta l’autrice del film, Olga Sargenti – e mi è piaciuta molto, visto che affronta temi come la disabilità e la sfera emotiva, non mettendo al centro i disagi o le barriere architettoniche ma aspetti quotidiani della vita". L’opera racconta la vita complessità della vita di chi deve quotidianamente fronteggiare difficoltà e disagi. Affrontando ogni aspetto dell’esistenza, anche la sfera sessuale, con emozione.

«Il documentario s’intitola “Let’s talk about sex“ e descrive la vita quotidiana di Manuela – racconta ancora Sargenti – Per questo abbiamo contattato Star Mobility, perché volevamo che nelle riprese del documentario si vedesse che la protagonista usa i mezzi pubblici per spostarsi quando non ha a disposizione la propria macchina. E ci hanno dato un grande appoggio".