MARIO BORRA
Cronaca

L’epidemia di “lingua blu” spaventa la Fiera di Codogno

La presenza dei capi bovini fortemente a rischio alla 233ª edizione della kermesse agro-zootecnica del 19 e 20 novembre. Gli organizzatori: “Pronto un piano B”

I bovini in uno dei padiglioni del quartiere fieristico durante la storica manifestazione

I bovini in uno dei padiglioni del quartiere fieristico durante la storica manifestazione

Codogno, 17 ottobre 2024 – La “lingua blu” spaventa la fiera di Codogno. La presenza dei capi bovini, “re” della kermesse agro-zootecnica, è, al momento, fortemente a rischio e la decisione circa la partecipazione degli allevatori alla 233ª del 19 e 20 novembre, si avrà entro oggi o al massimo domani.

C’è già però purtroppo una decisione che non suona come di buon auspicio: infatti, Anafibj (Associazione nazionale di razza frisona, bruna e jersey italiana) ha già annunciato che alla fiera zootecnica di Montichiari, nel Bresciano, che si svolgerà il 25 e il 27 ottobre, i bovini non parteciperanno proprio per lo spauracchio della malattia della “lingua blu”.

Che animali colpisce

La febbre catarrale degli ovini (comunemente nota anche come “blu tongue”, in inglese, per il colore che assume la lingua degli animali colpiti) è una malattia virale trasmessa da insetti vettori che colpisce ruminanti domestici e selvatici come pecore, capre, bovini e cervidi. È dunque fiato sospeso per una decisione che, qualora fosse negativa (ieri serpeggiava pessimismo), impatterebbe non da poco sull’expo codognese il cui calendario sarebbe di fatto stravolto.

Infatti, se non si svolgeranno i tradizionali concorsi interprovinciali, difficilmente anche la semplice presenza dei bovini sarà confermata. Occorre dunque solo attendere anche se il consigliere comunale delegato all’organizzazione fieristica, Matteo Zambelloni sottolinea l’aspetto positivo della vicenda visto che “per Codogno ad oggi non ci sono problemi perché siamo in una zona non colpita”.

I timori

Resta il fatto che tra gli allevatori “c’è chiaramente preoccupazione e quindi entro domani Aral, che è partner tecnico del Comune per l’organizzazione, ed Anafibj ci comunicheranno se il concorso sarà fattibile. Ma se non ci sarà la gara nel ring, difficilmente si parteciperà solo per la mostra. E anche solo movimentare un bovino col rischio che venga infettato da altri esemplari è la maggior preoccupazione degli allevatori”. G

ià un mese fa, era stata esclusa la presenza in fiera del comparto degli ovini proprio per questa problematica relativa alla diffusione della “lingua blu”. Se non ci saranno i bovini in fiera, il Comune però ha già un programma di tutto rispetto con il sold out di tutti gli spazi espositivi del quartiere fieristico. “Abbiamo già pronto un piano B”, spiega Zambelloni.

Nessuna anticipazione (anche perché la presenza dei bovini non è ancora esclusa), ma l’edizione punterebbe sui cavalli con mostre ed esibizioni oltre a, ovviamente, tutti gli operatori del settore e dell’agroalimentare.