L’INAUGURAZIONE Philippe Daverio alla cerimonia: l’opera crescerà
L’INAUGURAZIONE Philippe Daverio alla cerimonia: l’opera crescerà

Lodi, 24 aprile 2017 -  «Molti fanno opere per sfidare la morte, perché gli sopravvivano: Giuliano Mauri, invece, tra intelligenza del polpastrello e sensibilità cosmica, creava opere che morissero con lui». Il critico d’arte Philippe Daverio, ieri pomeriggio, ha tenuto a battesimo la Cattedrale vegetale voluta dagli eredi dell’artista (nato a Lodi Vecchio nel 1938 e morto a Lodi nel 2009), riuniti nell’associazione che porta il suo nome, e dal Comune. Nonostante il ritardo accumulato (l’opera era prevista come elemento di attrazione per Expo 2015), ieri, sul nuovo argine ciclabile in riva sinistra dell’Adda, erano circa un migliaio le persone accorse per assistere all’evento, tra chi si assiepava sotto il palco, chi passeggiava tra le colonne, chi ascoltava le musiche del Quartetto d’archi dell’Accademia Gaffurio sdraiato sul lungofiume.

«L’intelligenza di Mauri era quel suo saper ‘leggere tra le righe’ - ha spiegato daverio - usando elementi naturali fino ad affermare, da laico, con profondo esistenzialismo, il concetto di cattedrale e compiendo, da artista, quel saltino in avanti in più rispetto all’enorme passato che abbiamo alla spalle». «Io gioco coi rami, diceva mio nonno», ha ricordato la nipote Francesca Regorda, curatrice della cattedrale, ricordando che Mauri fu il primo europeo a dedicarsi all’’Arte in Natura’.

I lavori della cattedrale hanno preso il via nel maggio 2016; a novembre la piantumazione delle querce dentro le gabbie lignee che formano 108 colonne, disposte in 5 navate. Crescendo, le piante (come già nelle altre ‘cattedrali’ di Mauri, in Trentino e nella Bergamasca), disposte su un’area di 22 per 75 metri, formeranno le volte liberandosi delle gabbie portanti. Sul palco sono intervenuti anche il commissario Mariano Savastano e l’ex sindaco Andrea Cancellato, ora direttore della Triennale di Milano che ha ricordato la ‘Zenobia’ delle ‘Città invisibili’ di Calvino realizzata da Mauri e in mostra a Milano nel 2002.