PAOLA ARENSI
Cronaca

Artigiani, mancano addetti. Carenza di manodopera: "La ricetta è la formazione"

Il segretario Boselli: tra aziende e scuole professionali serve un rapporto diretto. Oggi, iniziare a lavorare dopo un diploma, non significa dire addio allo studio .

Artigiani, mancano addetti. Carenza di manodopera: "La ricetta è la formazione"

Artigiani, mancano addetti. Carenza di manodopera: "La ricetta è la formazione"

Le aziende artigianali del Lodigiano hanno bisogno di manodopera specializzata. Negli ultimi anni, spesso, ciò è mancato. E proprio per questo motivo, Confartigianato imprese della provincia di Lodi, per voce del segretario generale Vittorio Boselli, spiega l’importanza di affiancare le scuole che si occupano di formazione professionale. "Lavoriamo insieme per un obiettivo comune" ribadisce. Confartigianato avverte un cambiamento: "È necessario un momento di dialogo per trovare punti comuni e di incontro. Ricordo che iniziare a lavorare dopo un diploma, non scegliendo l’università, non significa rinunciare alla dimensione dello studio. Oggi, trovare un impiego nell’artigianato e nella piccola industria, significa mantenere intatta e sempre viva la propensione a un continuo aggiornamento professionale. L’esperienza di acquisire nuove conoscenze, per avere nuove competenze, è infatti un aspetto permanente del nuovo artigianato".

L’ultima iniziativa sposata da Confartigianato, su questo fronte, è il progetto Tilab, che rilancia la formazione professionale nel Lodigiano. TiLab, promosso con i finanziamenti di Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, coinvolge sei realtà di formazione professionale del Lodigiano. È una nuova opportunità, che avvicina sempre di più gli studenti alle aziende del territorio. Secondo Vittorio Boselli "tra aziende e scuole di formazione professionale deve nascere un rapporto diretto, che consenta di migliorare le competenze dei giovanissimi e di modellarle sul mercato su cui stanno per affacciarsi. Un modo per offrire occupazione a livello locale, evitando che i giovani lascino il Lodigiano, offrendo loro l’opportunità di crescere e trovare la loro strada". "Credo sia determinante che il mondo della scuola comprenda gli aspetti evolutivi che riguardano il mercato del lavoro e il sistema delle imprese e i loro fabbisogni – ribadisce –. È fondamentale sapere in quale direzione stanno andando, per capire quali sono i nuovi mestieri che si impongono e offrire formazione specializzata. Tutto per rispondere alle richieste del mondo del lavoro. Ritengo però che questa relazione sia fondamentale anche per le imprese, perché oggi i datori di lavoro devono capire cosa rappresentano le scuole, come si insegna e quali sono gli strumenti adottati".