L'avvocato Serenella Gazzè
L'avvocato Serenella Gazzè

Parabiago (Milano), 8 marzo 2018 - Un avvocato donna in aiuto delle donne maltrattate. Una donna forte la parabiaghese Serenella Gazzè, in città dal 2008, che opera da tempo con associazioni antiviolenza. «Collaboro con il centro aiuto donne maltrattate di Monza dal 1999, avendo iniziato come operatrice dell’ascolto delle vittime di violenza e poi come legale addetto alla formazione delle operatrici o dei destinatari esterni e come avvocato anche addetta ai primi colloqui di indirizzo e sostegno alle vittime» spiega l’avvocato, che per tante donne maltrattate e per le stesse volontarie dell’associazione brianzola è diventata una guida sicura. Quando il centro brianzolo aveva iniziato la propria attività nessuno parlava di violenza nei confronti delle donne, specialmente di violenza domestica. 

«Le ricerche Istat hanno dimostrato che solo in una minima percentuale di casi l’autore della violenza ai danni delle donne è un estraneo, mentre nella gran percentuale dei casi è il partner, l’ex o comunque una persona della cerchia familiare. Le donne che ho visto in questi anni avevano lo sguardo triste e sfuggente, il capo chino, non avevano un briciolo di autostima. Erano sole, isolate da amici e familiari e spesso investite del gravoso compito di dover «proteggere» i figli». Diverse e particolari le vicende capitate in tribunale. «Ricordo un processo penale fondato su episodi di violenza per lo più psicologica concluso con l’assoluzione del partner imputato, in quanto la vittima verbalmente si opponeva ai comportamenti dell’autore, facendo venir meno la posizione di soccombenza – racconta –. Ritengo che molto di più si debba fare nell’ambito della violenza psicologica, più diffusa di quanto si immagini e messa in atto da soggetti apparentemente rispettabili e insospettabili». Nel giorno della festa delle donne quali sono i dati oggettivi sulle donne maltrattate? «La violenza nei confronti delle donne ha enormi costi sociali, che restano invisibili perché le vittime si ammalano e i figli delle violenze assistite riportano gravi disagi diventando poi spesso adulti problematici».

«Io stessa, nel corso della mia attività, ho visto una correlazione tra donne vittime di violenza e neoplasia mammaria. Ho potuto constatare l’insorgenza di tale patologia in alcune donne, con la scoperta e l’acuirsi della malattia proprio in coincidenza con il manifestarsi degli episodi più gravi di violenza» aggiunge. L’avvocato Gazzè dà un consiglio pratico alle vittime di violenza: «Senza aver timore devono rivolgersi al numero nazionale 1522, che potrà dare indicazioni sul centro antiviolenza più vicino, e chiedere aiuto a persone esperte e competenti che possono ascoltarle senza giudicarle. Esiste il patrocinio a spese dello Stato in materia penale e civile e la donna viene assistita gratuitamente da un legale laddove il proprio reddito sia inferiore a circa 11.400 euro. In caso di procedimenti penali per violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia, l’assistenza legale è gratuita a prescindere dal reddito».