Ragazzo morto cadendo dal Fungo: la storia dell’hotel mai finito e ora rifugio di disperati e covo di ladri e vandali

Nerviano, l’’immobile abbandonato di via XX Settembre Disposta l’autopsia per un venticinquenne precipitato dal sesto piano dell’edificio

Il Fungo di Garbatola dentro e fuori: qui è avvenuta la tragedia
Il Fungo di Garbatola dentro e fuori: qui è avvenuta la tragedia

Nerviano (Milano), 14 gennaio 2024 –  Sette piani destinati a essere un hotel. Questo almeno nel progetto originale. Invece il “fungo“, l’immobile così chiamato a causa della sua forma, è diventato il simbolo opposto di quello che avrebbe potuto e dovuto essere.

Da centro ricettivo a rifugio, luogo di degrado e disagio alla Garbatola, frazione di Nerviano. L’ultimo episodio risale alla serata di venerdì , quando un 25enne è precipitato dal penultimo piano del caseggiato di via XX Settembre. Sul posto sono arrivati i mezzi del 118 e i carabinieri della stazione di Nerviano. L’uomo è morto sul colpo. Ogni tentativo di soccorso è stato inutile, i sanitari del 118, intervenuti con un’ambulanza e un’automedica, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Il pubblico ministero ha disposto l’autopsia per chiarire le cause del decesso (incidente o gesto volontario le ipotesi). Sul posto era presente anche il sindaco di Nervano, Daniela Colombo, e il padre del ragazzo. La famiglia, originaria dell’est Europa, abitava da anni nella frazione di Sant’Ilario Milanese. L’ennesimo episodio ha riportato l’attenzione sullo stato di abbandono in cui si trova da anni il “fungo“.

Dell’hotel immaginato non è rimasto altro che un covo di ladri di materiale edile, giovani vandali e spacciatori. I varchi presenti nella cinta anche sul lato del cortile di via Europa lo rendono facilmente accessibile.

All’interno ci sono brande, biancheria e resti di ogni genere. I lavori per la costruzione dell’immobile iniziarono nel 1991. L’edificio aveva subito un cambio di destinazione nel 2009: uso residenziale o uffici ma di fatto è rimasto incompiuto. Graffiti, atti vandalici, rifiuti abbandonati hanno segnato la storia successiva del “fungo“, Così come i furti: in quelle che avrebbero dovuto essere stanze d’albergo si vedono infatti pareti sventrate per rubare tubi e cavi elettrici.

"I nuovi proprietari lo hanno preso di recente all’asta – ha spiegato l’assessore Sergio Parini –. È ancora tutto fermo perché ci si aspettava di poter contribuire a una rinascita co Superbonus 110% ma poi sappiamo bene come sono andate le cose in questi mesi. È ancora tutto fermo e stiamo ancora aspettando gli interventi sul posto".

Le opposizioni in Comune hanno denunciato il fatto che la struttura e il cortile interno si erano riempiti di rifiuti e che era frequentata da molta gente che vive ai margini della società, chiedendo all’Amministrazione comunale quale tipo di interventi pensavano di prendere per garantire la sicurezza dell’edificio e dei dintorni.