Bareggio, il Comune rinuncia ai 3,7 milioni del Pnrr per ristrutturare palazzo Casanova

Dopo le dimissioni di alcuni dipendenti, l’Ufficio tecnico non ha potuto rispettare le tempistiche. Per la biblioteca una “pezza” da 550mila euro

Il restyling dell’edificio storico avrebbe dovuto portare ad ampliare la sede della biblioteca municipale

Il restyling dell’edificio storico avrebbe dovuto portare ad ampliare la sede della biblioteca municipale

Bareggio (Milano) – La ristrutturazione del palazzo Casanova, sede della biblioteca comunale, con il contestuale allargamento nei locali lasciati liberi dal servizio di neuropsichiatria infantile, non si farà con i fondi del Pnrr. L’amministrazione comunale è stata costretta a rinunciare al finanziamento da 3,7 milioni assegnati dal ministero. Il motivo? L’impossibilità di rispettare le tempistiche per realizzare l’intervento a seguito di dimissioni di diversi dipendenti dell’ufficio lavori pubblici verificatesi lo scorso anno. La decisione della giunta, ribadita nella delibera del 24 gennaio, è stata commentata negativamente da tutti i gruppi di opposizione.

"L’organizzazione degli uffici comunali per realizzare i progetti programmati compete alla giunta: la sensazione è che sia più impegnata con gli slogan che con i compiti istituzionali" dice Monica Gibillini di Bareggio 2013. "È urgente che la giunta riorganizzi l’ufficio tecnico per metterlo in grado di realizzare le opere programmate. Quanto alla biblioteca civica, a questo punto perché non pensare di realizzarne in futuro una nuova nell’ex filanda di Bareggio, al centro dell’ex cartiera, riqualificando l’edificio storico, evitandone l’abbattimento come chiesto da numerosi bareggesi?" aggiunge.

La maggioranza replica che comunque un intervento sulla palazzina sarà fatto grazie a un finanziamento di 550mila euro assicurato da Roma. "Perdiamo i fondi del Pnrr – dice Matteo Braga del Pd – non solo perché il progetto non è mai esistito, ma anche perché non è stato nemmeno raggiunto il primo obiettivo del bando, ossia la stipula del contratto di affidamento dei lavori entro il luglio 2023 come previsto all’atto dell’accettazione del finanziamento. Con i 550mila euro reperiti dal decreto interministeriale si prova a mettere una pezza".