Parco Ticino ai raggi X. Uccelli, pesci e farfalle: monitorate le migrazioni

Il progetto finanziato dal Cnr vede coinvolti Università e Centri ricerca . Obiettivo è preservare e ripristinare la biodiversità del corridoio ecologico . .

Parco Ticino ai raggi X. Uccelli, pesci e farfalle: monitorate le migrazioni

Parco Ticino ai raggi X. Uccelli, pesci e farfalle: monitorate le migrazioni

Nei giorni scorsi è stato avviato nel territorio del Parco del Ticino un monitoraggio delle migrazioni di alcuni specie di uccelli, anfibi, pesci d’acqua dolce e lepidotteri, progetto finanziato dal Cnr che vede coinvolti numerosi soggetti (Università, Centri ricerca, Parchi), da attuarsi nei prossimi 20 mesi, con lo scopo di monitorare, preservare e ripristinare la biodiversità negli ecosistemi marini, terrestri e urbani della Penisola, nonché di valorizzare la biodiversità e renderla un elemento centrale su cui fondare lo sviluppo sostenibile. L’iniziativa di cui il Parco è capofila per la propria area è incentrata su un campagna di monitoraggio delle migrazioni che interessano il territorio tramite l’uso coordinato di strumentazione tecnologica in affiancamento a metodi tradizionali d’indagine. Il fiume Ticino e il lago Maggiore costituiscono un corridoio ecologico di importanza europea, che permette di connettere gli Appennini e il bacino del Mediterraneo a sud con le Alpi e i Paesi del centro-nord Europa a nord. Non solo gli ucccelli, ma anche i mammiferi e persino alcune farfalle percorrono regolarmente questo corridoio, grazie al fatto che in esso sono stati preservati da 50 anni gli ambienti naturali che sono scomparsi in gran parte del resto della pianura padana. Uno studio di qualche anno fa, effettuato nel Parco con un rilevatore dei versi che gli uccelli migratori emettono nel volo notturno, aveva permesso di censire in sole due settimane il passaggio di oltre 2mila uccelli di 57 specie diverse, di cui 37 migratorie. Con questa nuova iniziativa non saranno monitorati solo i migratori ma anche tutti quegli animali che compiono spostamenti a breve raggio nell’area protetta per raggiungere aree rifugio, aree di alimentazione o zone di riproduzione. Verranno applicate tecniche di Biotelemetria e una innovativa tecnica del Dna ambientale. "L’importanza del progetto risiede anche nella capacità di interazione e dialogo con diversi attori, soprattutto delle fasce giovanili, che verranno coinvolti attraverso processi di sensibilizzazione - dice la presidente del Parco Cristina Chiappa -. Saranno realizzati corsi di formazione per il riconoscimento delle farfalle e degli anfibi. La conoscenza è il primo passo per amare, condividere e diffondere la Grande Bellezza delle nostre aree protette e il loro intatto dinamismo".