Parabiago, condannato l’ex vicepreside del Maggiolini

Alfonso Cocciolo era accusato con altre sette persone di aver assegnato lavori nell’istituto senza regolari procedure d’appalto

Alfonso Cocciolo (nel riquadro) a processo con altre sette persone

Alfonso Cocciolo (nel riquadro) a processo con altre sette persone

Parabiago, 2 febbraio 2024 – È stato condannato a otto anni tre mesi e 15 giorni l’ex vicepreside dell’Istituto superiore Maggiolini di Parabiago, Alfonso Cocciolo, a processo con altre sette persone con le accuse, a vario titolo, di corruzione, usura e abuso d’ufficio.

La sentenza di primo grado è stata pronunciata dopo le 17 di ieri dal tribunale di Busto Arsizio. Il pubblico ministero, Ciro Caramore, aveva chiesto una condanna a otto anni e nove mesi: le sue istanze sono state accolte nella loro quasi totalità. Indagati anche alcuni impiegati amministrativi della stessa scuola e imprenditori di Magenta, Gallarate e Olgiate Olona e prestanome che in più occasioni avrebbero svolto lavori di manutenzione e fornito materiali all’istituto.

Agli imputati si contesta il fatto di aver organizzato, con la compiacenza degli imprenditori interessati, un sistema tale che attraverso lo spacchettamento degli interventi da realizzare a scuola si potessero eludere le regolari procedure di gara, affidando incarichi senza superare mai i limiti di spesa per i quali si sarebbe invece dovuto ricorrere a gare di evidenza pubblica.

Le indagini erano state svolte dalla Guardia di Finanza. All’architetto Cocciolo, di Legnano, si contestano anche casi di usura: alla notizia dell’apertura delle indagini si era dimesso dall’incarico di vicepreside del Maggiolini. Cocciolo ha sempre respinto le accuse. Ora si attendono le motivazioni: certo il ricorso in Appello dell’ex dirigente scolastico.