L'incendio nella casa di Cerro Maggiore
L'incendio nella casa di Cerro Maggiore

Cerro Maggiore (Milano), 7 aprile 2021 - I consulenti della difesa e dell'accusa si scontrano in aula nel processo a carico di Giuseppe Agrati, unico imputato per la morte delle due sorelle. Per la Procura generale di Milano sarebbe stato lui ad appiccare il fuoco nella sua abitazione di via Roma a Cerro Maggiore nel 2015, in cui morirono le sorelle Carla e Maria Agrati.

Davanti alla procura generale di Milano è comparso l'esperto Roberto Felicetti, che ha preso in mano le perizie svolte dai Vigili del Fuoco e dalla Polizia scientifica. La base di partenza è stata quella sull'innesco dei focolai di incendio all'interno dell’abitazione. Secondo l'esperto il primo rogo sarebbe partito al primo piano e successivamente, dopo almeno una decina di minuti, il fuoco si sarebbe sviluppato al piano terra. Carla morì per intossicazione, Maria fra le fiamme. L'esperto ha rilevato come ci fosse una sorta di manomissione del contatore del gas al piano terra: "Mi ha fatto pensare il fatto che, dopo l’incendio, nella cassetta degli attrezzi ritrovata in casa, dove tutti gli arnesi erano messi in modo disordinato, sopra tutti vi era un martello e una chiave a pappagallo come se fossero stati gli ultimi attrezzi usati: il pappagallo era aperto con una misura compatibile a quella per produrre il danneggiamento” ha spiegato l'esperto. Il consulente del tribunale ha poi ventilato l'ipotesi di un terzo innesco al piano sotto.

Secondo la difesa invece, la casa sarebbe stata stracolma di oggetti infiammabili: carta, giornali, plastica, oggetti in legno. Secondo la difesa il contatore è stato spostato: "Non sappiamo cosa sia successo né chi l’ha eventualmente manomesso, non sono segni che sia stata utilizzata la chiave a pappagallo”. L'incendio per la difesa si sarebbe sviluppato al piano terra per poi colpire il primo piano senza un innesco ulteriore. La prossima udienza è fissata per il 27 aprile col controesame da parte del pm.