Natalità record all’ospedale. In un anno 935 parti: "Innalzata la qualità"

In continua crescita il reparto di Ostetricia e Ginecologia diretto da Stevenazzi. Il primario: "Attenzione anche alla sfera emotiva e relazione di ogni donna".

Natalità record all’ospedale. In un anno 935 parti: "Innalzata la qualità"
Natalità record all’ospedale. In un anno 935 parti: "Innalzata la qualità"

Ci sono voluti tre giorni prima di sentire il primo vagito dell’anno nelle sale parto dell’ospedale legnanese. È stato quello della piccola Gioia, figlia di una coppia residente a Rescaldina. Poco prima che scoccasse la mezzanotte era invece nato Matteo, figlio di una coppia residente a Turate. Il suo è stato il parto numero 935 dell’anno che stava per concludersi, un dato record, nell’ultimo decennio, per il reparto di Ostretricia e Ginecologia diretto da Guido Stevenazzi, che ha segnato un +9% rispetto all’anno prima.

Un dato in linea con gli aumenti costanti degli ultimi cinque anni, sorprendente in un periodo caratterizzato da un generale calo della natalità.

Le donne che partoriscono a Legnano sono per il 65% italiane. L’età media è 31,6 anni, 32,3 per le italiane e 30,3 per le straniere. "In questi anni – afferma Stevenazzi – abbiamo innalzato l’asticella della qualità, costruendo un approccio basato sulla personalizzazione e sull’umanizzazione della cura materna, cercando di far vivere alle donne l’esperienza della gravidanza e del puerperio in piena armonia e sicurezza. Ci siamo focalizzati, oltre che sulla competenza clinica e sull’avanguardia tecnologica, anche sulla sfera emotiva e relazionale, con un minor ricorso alla medicalizzazione". Il profilo emotivo delle neomamme viene curato in ogni aspetto, mettendo al centro le loro esigenze. "Anche nei momenti più difficili consentiamo l’ingresso in sala parto o in reparto del papà o di qualunque figura la donna desideri accanto", spiega Stevenazzi.

La sicurezza delle neomamme è inoltre garantita da un servizio di radiologia interventistica sempre disponibile, "come pochi ospedali possono assicurare", afferma il primario. Nel reparto si cerca di ridurre al minimo il ricorso al cesareo. "Anche in caso di cesarei pregressi o di bimbo in posizione podalica, grazie a un ambulatorio specializzato nella manovra di rivolgimento, nel 60% dei casi riusciamo a garantire alla mamma un parto naturale", tanto che l’ospedale di Legnano è in zona verde sul fronte dei cesarei.

Grazie alla Fondazione Bianca Ballabio, il reparto annovera da qualche tempo anche quattro docce speciali nelle sale parto che permettono di offrire alle gestanti la possibilità di un travaglio in analgesia naturale in acqua, ma anche di musicoterapia e cromoterapia.