La rabbia degli agricoltori: "Vogliamo avere un futuro"

Decine di trattori occupano rotatorie e strade a ridosso del casello di Arluno. Costi di produzione e cibo sintetico scatenano gli strali contro Bruxelles. .

La rabbia degli agricoltori: "Vogliamo avere un futuro"
La rabbia degli agricoltori: "Vogliamo avere un futuro"

Un centinaio di trattori si sono ritrovati ieri pomeriggio ad Arluno per l’avvio della protesta contro le politiche agricole dalle quali sono fortemente penalizzati. Una manifestazione che continuerà anche oggi fin dal primo mattino e fino alle 18. Tanti i cartelli per esprimere il malcontento di un’intera categoria. "Se anche oggi hai mangiato ringrazia un agricoltore" e "Giovani agricoltori senza futuro", erano soltanto due degli slogan che capeggiavano. Sono arrivati trattori da tutte le aziende agricole del magentino e dal castanese, qualcuno anche dall’abbiatense e dal legnanese. "Siamo molto preoccupati per la politica agraria europea – sottolinea Sandro Passerini – Dalla carne sintetica ai cibi con gli insetti, alla crisi alimentare causata da tanti fattori. Noi agricoltori abbiamo problemi enormi. Dobbiamo essere incentivati a produrre sempre di più e sempre meglio per la nostra popolazione, ma purtroppo si va verso altre direzioni". La protesta si è svolta senza intoppi alla presenza di molti sostenitori.

È arrivato anche il sindaco di Corbetta Marco Ballarini che ha commentato: "Il nostro è un comune a forte vocazione agricola con tante aziende che lavorano nel settore. Oggi stanno vivendo un momento di grande difficoltà per molte ragioni. Dall’eliminazione dei sussidi per il gasolio e il carburante, all’introduzione della farina di grillo solo per dirne alcuni. È necessario ragionare insieme ai nostri agricoltori sulle scelte da fare e non imporre decisioni calate dall’alto". Oggi saranno tanti gli amministratori del territorio che arriveranno ad Arluno per sostenere le ragioni degli agricoltori. A preoccupare è, soprattutto, la condizione dei più giovani. I costi sono troppi e troppo elevati per pensare che un ragazzo possa intraprendere tale attività. "Abbiamo anche il problema della burocrazia, sempre più affannosa – conclude Passerini – Il sistema europeo e nazionale porta via sempre più tempo per il lavoro e, di conseguenza, lo portta via alla famiglia. Non abbiamo un vero sistema pensionistico che ci permetta il ricambio generazionale all’interno delle aziende agricole. Vanno sensibilizzati coloro che non ci conoscono per far comprendere i nostri problemi che sono quelli di tutti".