Cerro Maggiore, nell'area ex Brenta Precompressi arriva l'Ab Medica

Svolta per la l'intera zona. La ex ditta fu teatro di una tragedia familiare

L'area della ex Brenta Precompressi
L'area della ex Brenta Precompressi

CERRO MAGGIORE (MILANO) - Una svolta importante per l'area Ex Brenta Precompressi a Cerro Maggiore a ridosso dell'autostrada. L’ambito di trasformazione dell'area abbandonata vuole trasformare in fatti concreti le norme di regione lombardia destinate alla rigenerazione funzionale di imprese e luoghi dismessi. Il nuovo Pgr prevede la riconferma del tessuto produttivo ed, in questo ambito particolare abbiamo già iniziato le interlocuzioni con gli attuatori, ovvero un'azienda molto importante che ha già una sede sul territorio di Cerro Maggiore per realizzare una struttura imprenditoriale di qualità che possa avere ricadute occupazionali concrete per Cerro e per tutto il territorio. In questa zona dovrebbe arrivare la sede operativa di Ab Medica. Particolare attenzione sarà dedicata allo studio del traffico ed alla mitigazione dell'impatto sulla viabilità di comparto. Inoltre nella realizzazione del piano è prevista, a carico dell'operatore, la continuazione della pista ciclabile per collegare le aree verdi 'ex mondellini' alla rete ciclabile cittadina.

Infine sarà curata particolarmente la dotazione di parcheggi pubblici, sia per la tipologia di intervento, sia per la sottodotazione della zona. Per quanto riguarda la struttura del progetto tutto è rimandato ai primi mesi del 2024, quando sarà approvato il PGT e saranno definitivi i valori applicabili nella zona, ma sicuramente abbiamo già richiesto una grande attenzione al verde e, come detto, alla viabilità automobilistica e ciclo pedonale. Nella sua posizione “a spicchio” tra via Benedetto Croce e l’Autostrada Milano-Varese, grazie soprattutto alle sue recinzioni malmesse ed esigue, è spesso stata oggetto di visite esterne, pur trattandosi di una proprietà privata. Nell’ex ditta sono passati un po’ tutti, da disperatati senza fissa dimora, ladri di materiali edili e ragazzini in cerca di emozioni in un edificio in disuso che conserva un aspetto spettrale e di totale abbandono. La zona fu teatro di un terribile omicidio nel gennaio dello scorso anno quanto venne ritrovato un cadavere semi carbonizzato al suo interno. Alla fine fu scoperto il colpevole: Lorenzo D’Errico, 38 anni, in carcere per aver ucciso a martellate il padre 65enne Carmine ed averlo poi dato alle fiamme.