Raffica di spaccate, undici arresti (NewPress)
Raffica di spaccate, undici arresti (NewPress)

Abbiategrasso (Milano), 27 maggio 2015 - Rubavano un'auto potente, le sostituivano la targa e poi la usavano per scardinare la serranda, agganciandola alla macchina con un cavo. Quindi spaccavano la vetrina e razziavano il negozio. Con questa tecnica una banda di albanesi in un mese e mezzo secondo gli investigatori ha messo a segno 8 furti ai danni di tabaccherie, farmacie e un negozio di abbigliamento, oltre che in sei abitazioni sparse tra le provincie di Milano, Pavia, Bergamo e Brescia. Oggi otto malviventi tra i 23 e i 34 anni sono finiti in manette con un fermo firmato dal pubblico ministero di Pavia Andrea Zanoncelli e ora attendono la convalida del giudice per le indagini preliminari (motivo per cui non ne sono state diffuse le generalità).

Altri tre erano già stati arrestati in flagranza di reato il 20 maggio a Brescia, al termine di uno scontro a fuoco con i carabinieri del nucleo radiomobile, dopo il furto in una tabaccheria commesso con la stessa tecnica. Pedinati, non avevano rispettato l'alt dei militari e avevano anche tentato di investirne uno. Oggi, tra Corsico, Vimodrone, Cassano d'Adda e Abbiategrasso sono stati bloccati gli altri componenti della banda, alcuni di loro con legami di parentela. Un'organizzazione criminale all'apparenza orizzontale, senza un capo particolare, ma molto ben organizzata, ha spiegato il procuratore della Repubblica Gustavo Cioppa, che poteva contare su armi e telefoni satellitari e conosceva molto bene il territorio.

Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al furto e alla ricettazione dei prodotti che rubavano, per lo più argenteria e sigarette, e sospettati di aver commesso altri colpi su cui ora i carabinieri stanno approfondendo le indagini, partite a metà aprile dal furto di un'automobile di grossa cilindrata nel centro di Abbiategrasso. Quattordici, dunque, i colpi finora accertati, eseguiti tutti negli ultimi quaranta giorni. Gli albanesi precedevano le spaccate con dei sopralluoghi e sono entrati nelle case di impiegati e imprenditori quando erano assenti. Ora si sta calcolando l'ammontare del profitto dei furti.