Una stagione invernale da record. Più turisti stranieri in Valmalenco

Chiesa, il direttore del Consorzio Roberto Pinna: "Le abitudini dei villeggianti negli anni sono cambiate"

La Valmalenco invernale ha fatto centro, grazie ad un’offerta molto vasta che punta sullo sci ma anche sulle esperienze emozionali.

La montagna attira come non mai, trascorrere giornate sulla neve rilassa e crescono le attività praticabili in questo periodo nelle varie località turistiche.

La gente, malgrado i costi non proprio alla portata di tutti, ha scelto di salire in montagna per dare un calcio alla vita frenetica delle aree metropolitante.

"È innegabile che in questa prima parte di stagione – dice Roberto Pinna, direttore del Consorzio turistico Sondrio & Valmalenco -, l’area malenca sta attraversando un periodo storico “particolare“.

Il movimento turistico trainato dalla pratica degli sport invernali e legato alla fruizione della “montagna bianca“ sta reggendo bene. Da una parte sarebbe folle (e forse anche controproducente visti i cambiamenti climatici) non porsi almeno un pensiero sul futuro dello sci.

Anche se dall’altra, questo inizio di stagione 23/24, sta dando un segno forte e tangibile in termini di flussi legato a questa pratica sportiva.

I numeri ci dicono che l’inverno è e potrà continuare ad essere in futuro una stagione privilegiata. La nostra area è sempre stata una modalità di vacanza prevalentemente orientata al mercato domestico anche se in questa prima fase c’è stato un incremento del 9% della presenza di stranieri".

Sta rapidamente finendo l’epoca della mezza e pensione completa…

"Gli ospiti preferiscono sentirsi liberi di scegliere dove e quando mangiare: in albergo si dorme, si fa colazione e poco altro, per il resto si vuole vivere la destinazione. Il 34% dei turisti preferisce alloggiare in B&B o appartamenti".

"La montagna non è più paese per vecchi" e, grazie anche ad alcuni progetti messi in campo dal Consorzio Turistico Sondrio e Valmalenco (vedi Treno della Neve ndr), vi è una nuova generazione di turisti: in prevalenza ragazzi tra i 20 e i 30 anni.

"Neofiti delle piste, utilizzatori delle “ciaspole“ - dice Pinna -, o semplici curiosi ma tutti potenziali futuri clienti.

Di conseguenza, con la nuova generazione che avanza, vi è una domanda crescente di “experience“ da fare non solo sulla neve.

Ci sono richieste per offerte fortemente emozionali, come l’escursione per raggiungere un rifugio per la cena, gite eno-gastronomiche a fondo valle o anche un’attenzione per la ristorazione in quota, con il suo fascino, è in aumento; presso i rifugi, o strutture tout court risulta piacevole fermarsi per un pranzo o una cena, ma anche per andare appositamente solo per fare un’esperienza gastronomica".