Sabbia del deserto del Sahara e galaverna: lo spettacolo del cielo giallo in cima al Grignone

Il mix di due fenomeni ne ha generato uno tanto raro quanto affascinante. Occhio però al rischio valanghe

La foto scattata in cima al Grignone

La foto scattata in cima al Grignone

Lecco, 30 marzo 2024 – La sabbia rossa del deserto del Sahara in cima al Grignone. L'hanno trasportata fin lì prima il vento e poi la neve precipitata in quota. Uno spettacolo raro, reso ancora più unico da un altro fenomeno della natura: la galaverna, cioè un deposito di ghiaccio ad aghi o scaglie.

La sabba del deserto e la galaverna ricoprono in questi giorni sua il rifugio Luigi Brioschi, che si trova poco sotto la vetta della Grigna Settentrionale, sia la croce in cima ai 2.410 di una delle montagne simbolo del lago di Como e di tutta la Lombardia. A regalate a tutti la possibilità di ammirare il mix di sabbia rossa del deserto e galaverna sono il gestore dei rifugio Alex Torricini insieme a all'amico Valerio Annovazzi, camionista e muratore in pensione, che dopo due infarti, ha scalato diversi 8mila. “Anche oggi siamo saliti al rifugio, per regalarvi una splendida visuale e mostrarvi una condizione molto particolare: galaverna con sabbia del deserto”.

Il rifugista mette pure in guardia dei rischi per il pericolo di valanghe che è in ulteriore aumento. “Domenica notte sono previste altre copiose nevicate. Sulla base di esperienze già vissute in passato di condizioni simili, abbiamo deciso per un atteggiamento conservativo e di lasciare chiuso il rifugio per le festività di Pasqua”. Sopra i 1.800 metri di quota ha riscontrato molti accumuli considerevoli di oltre mezzo metro su tutti i versanti, con la formazione di lastroni di grandi dimensioni in avvallamenti, conche, canaloni e sottovento le creste. Vi sono inoltre alcuni punti particolarmente critici sulla cresta Est. “Si dovrebbe seguire perfettamente il profilo di cresta ed evitare tagli sui pendii ma attenzione alla visibilità e alle cornici”, mette in guardia il gestore del rifugio.