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3 mag 2022

Paderno, i ladri in moto restano in carcere: usavano radioline per non essere intercettati

Il giudice ha convalidato l'arresto dei due malviventi salvati dai carabinieri che li stavano inseguendo

daniele de salvo
Cronaca
Gli arnesi da scasso e le radioline recuperate dai carabinieri
Gli arnesi da scasso e le radioline recuperate dai carabinieri

Paderno d'Adda (Lecco), 3 maggio 2022 – Restano in carcere i due ladri che settimana scorsa sono stati salvati dai carabinieri dopo essersi buttati nella scarpata accanto al ponte San Michele a Paderno d'Adda. Il giudice del tribunale di Lecco Nora Lisa Passoni ha convalidato il loro arresto. Sono due nomadi italiani: uno ha 37 anni e ufficialmente risiede a Torino, l'altro ha 36 anni e risulta domiciliato ad Asti. Sono entrambi pregiudicati per furti e reati contro il patrimonio. Le nuove accuse per loro sono ancora di furto, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e porto di arnesi da scasso. Si sospetta inoltre siano gli autori di parecchi furti in abitazione in mezza Brianza ma anche di diverse truffe, possibili scippi e borseggi. Per questo le indagini non sono ancora finite e sono in corso ulteriori accertamenti sul loro conto.

Venerdì mattina i carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Merate li hanno intercettati a Robbiate mentre scappavano dopo aver messo a segno un colpo in una villa a Casatenovo. Erano in sella ad una Kawasaki Z1 di cui avevano contraffatto la targa. I militari erano in borghese, su un'auto civetta, per non farsi riconoscere, ma quando quando i due hanno intuito di essere pedinati hanno accelerato per scappare, con manovre proibite e sorpassi azzardati. Gli investigatori sono tuttavia riusciti lo stesso tallonarli. All'altezza dell'imbocco del ponte di Paderno i fuggitivi li hanno però speronati per cercare di mandarli fuori strada, salvo finire loro a terra, sull'asfalto. Nonostante l'incidente si sono comunque subito rialzati, proseguendo la corsa a piedi. Pur di non essere catturati si sono buttati giù dal San Michele, nel burrone della sponda dell'Adda, finendo in mezzo ai rovi nel bosco.

I carabinieri, rischiando di farsi male anche loro, li hanno comunque inseguiti per cercarli e anche soccorrerli. Per questo potrebbero ricevere un encomio ufficiale, L'intera zona per sicurezza è stata cinturata, sono intervenuti pure i militari del Nucleo cinofili di Casatenovo con un cane. Una volta che individuati i due ladri e accertato che non fossero più pericolosi, sono stati allertati i soccorritori del 118, ma per recuperarli sono dovuti arrivare i vigili del fuoco, che hanno impiegato 4 ore per estrarli dal baratro e trasferirli fino all'alzaia sottostante, dove sono stati caricati in ambulanza e portati in ospedale al San Lepoldo Mandic. Nonostante il salto e la brutta caduta, dopo essere stati curati e dopo qualche ora di ricovero in osservazione, già il giorno seguente sono stati dimessi e trasferiti direttamente in carcere a Pescarenico.

In attesa di essere processati, per ora restano in cella. Dopo essere stati interrogati, al termine dell'udienza di convalida, il giudice ne ha appunto convalidato l'arresto e ha deciso per la custodia cautelare in carcere, temendo probabilmente che possano scappare e tornare in azione se rimessi a piede libero. Nello zaino di uno dei due i carabinieri hanno recuperato parecchia refurtiva dell'ultimo colpo che è stata già restituita alle vittime della sgradita visita. Sono stati trovati anche soldi e soprattutto tutto il necessario del perfetto scassinatore: un flessibile, un piede di porco, un seghetto, cacciaviti, dischi per tagliare... I due ladri avevano inoltre due radioline, sia per comunicare tra loro senza usare telefonini in modo da evitare di essere intercettati, sia probabilmente per ascoltare di nascosto le conversazioni radio dei militari, perché le ricetrasmittenti sequestrate sono anche degli scanner. 

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