Osnago, portabandiera del Cybathlon dopo l’incidente con la moto

Samuele Maltauro è l’atleta di punta del Politecnico di Lecco nella competizione internazionale

Samuele Maltauro di Osnago impegnato nel Cybathlon

Samuele Maltauro di Osnago impegnato nel Cybathlon

Osnago, 6 febbraio 2024 – Una sorta di Tour de France virtuale, in laboratorio o nell’aula di un ateneo, ma pedalando per davvero, sebbene Samuele, 30enne di Osnago, non può nemmeno camminare. Samuele Maltauro la sera del 27 marzo 2022 è infatti rimasto coinvolto in un grave incidente in moto con la sua Kawasaki Ninja: è sopravvissuto allo schianto, ma ha perso l’uso delle gambe.

I ricercatori del Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano lo hanno però rimesso sella, di una bici, non di una moto. Lo hanno anche eletto loro portabandiera e scelto come atleta di punta per la Cybathlon 2024, che si svolgerà a ottobre. È una competizione internazionale, promossa da professori e studenti di un altro Politecnico, l’ETH di Zurigo, durante la quale ricercatori, imprenditori e persone con disabilità riuniti in team di tutto il mondo, si sfidano in 8 discipline che vedono protagoniste le tecnologie assistive per persone con disabilità, come Samuele. In attesa della competizione ufficiale Samuele si sta preparando partecipando alle Cybathlon Challanges, sessioni di test e di allentamento.

L’ultima si è svolta proprio a Polimi di Lecco venerdì scorso. Ha gareggiato in uno scenario virtuale in cui viene stabilita una connessione di rete tra tutti i partecipanti, con avversarsi brasiliani, ungheresi e olandesi, piloti con mielolesione completa degli arti inferiori come lui. Samuele e gli altri hanno gareggiato utilizzando un trike passivo e un sistema di stimolazione elettrica funzionale multi-canale sincronizzato con la pedalata. Samuele ha tagliato il traguardo per secondo. Il tecnico di Samuele e di tutti i componenti del Polimi Fest Bike Team è la professoressa Emilia Ambrosini del laboratorio WE- COBOT - Wearable and Collaborative Robotics - del Polo di Lecco. “È stata una di quelle giornate che mi ricordano quanto sia privilegiata a svolgere questo lavoro – commenta lei -. Da un lato formare gli ingegneri biomedici del domani e dell’altro mettere la ricerca veramente a servizio della comunità”.