Nikolajewka. La sfilata delle penne nere

Alpini e attivisti dell'Anoi si sono uniti a Colico per commemorare i caduti della Battaglia di Nikolajewka e ribadire il loro impegno per la pace. La cerimonia ha visto la partecipazione di militari e rappresentanti di diverse sezioni dell'Ana. I discorsi hanno sottolineato la triste realtà delle guerre attuali e l'invasione russa di un popolo sovrano.

Nikolajewka. La sfilata delle penne nere
Nikolajewka. La sfilata delle penne nere

COLICO

Alpini e attivisti dell’Anoi, insieme, per commemorate i caduti della Battaglia di Nikolajewka e per ribadire il no alla guerra e il sì alla pace. Le penne nere dell’Alto Lario hanno commemorato domenica a Colico l’81esimo anniversario della Battaglia di Nikolajewka, combattuta a partire dal 26 gennaio 1943 dai soldati dell’Asse per rompere l’assedio dei russi sul fronte del Don. Quarantamila uomini rimasero indietro, morti nella neve, dispersi o catturati.

È dal 1950 che a Colico si svolge la manifestazione. Alla cerimonia hanno preso parte pure i militari di un plotone del Battaglione Morbegno di Vipiteno, oltre che i rappresentanti di 120 penne nere dei gruppi delle sezioni dell’Ana di Argentina, Como, Domodossola, Lecco, Luino, Milano, Monza, Valtellinese e Varese. Gli onori di casa sono spettati al presidente della sezione di Colico Stefano Foschini, il vicepresidente della sezione di Lecco Nicola Fazzini, il responsabile della Commissione Centro Studi Ana di Lecco Cristian Mornico e al capigruppo di Dervio, Gianfranco Acerboni. "Non commemoriamo una battaglia per la vittoria, commemoriamo una battaglia svolta per consentire la ritirata, per "tornare a baita" e i valori che da questa immane tragedia sono scaturiti. È angosciante e doloroso verificare, 81 anni dopo, che le stesse terre della Campagna di Russia sono ancora teatro di quella che è l’invasione russa di un popolo sovrano", sono le parole di Stefano Foschini.

"Questo 81° cade mentre in quelle terre, come in Palestina ed in altre centinaia di Stati, è in atto una terza guerra mondiale a pezzi", sottolinea pure Roberto Citterio, presidente dell’Anpi del Lario Orientale.

D.D.S.