Lecco, 9 febbraio 2021 – Ancora 'ndrangheta a Lecco. E' in corso dalle prime ore di questa mattina una maxi retata antimafia in provincia di Lecco per arrestate 10 persone che apparterrebbero alla 'ndrangheta calabrese. Gli arrestati avevano esteso il loro controllo a tutta la Lombardia. Il blitz compiuto dagli agenti della Polizia di Stato con i poliziotti della Mobile e della Volante rientra in un'operazione più ampia a livello nazionale con 170 arresti in tutta Italia al termine di "complesse indagini coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine" che "hanno permesso di colpire duramente diversi sodalizi criminali", si legge in una nota.

A Roma, Palermo e Milano sono finite in manette 80 persone che apparterrebbero a organizzazioni criminali attive nello spaccio di elevate quantità di sostanze stupefacenti. A Reggio Emilia e Catania sono invece state arrestate 70 persone accusate di reati contro il patrimonio, furti e rapine. Infine a Lecco è stata smantellata una organizzazione mafiosa composta da appartenenti alla 'ndrangheta calabrese operanti in Lombardia: 10 le catture in corso per associazione a delinquere di stampo mafioso. "Tutte le strutture investigative della Polizia di Stato, Squadre Mobili, Reparti Prevenzione crimine e Servizio Centrale Operativo, in sinergia con l'autorità giudiziaria - è il commento del prefetto Francesco Messina, direttore Centrale Anticrimine della Polizia di Stato - sono costantemente impegnate nel monitoraggio dei fenomeni criminali al fine di poterli individuare e neutralizzare"

Si tratta solo dell'ultima di una lunga serie di operazione antimafia in provincia di Lecco, da cui sono passate tutte le principali inchieste nazionali sulla criminalità organizzata, prima ancora dell'ascesa di Franco Coco Trovato, il capo dei capi della 'ndrangheta lombarda negli anni '80 catturato nel 1992 nell'operazione Waal Street dal nome del suo ristorante e che ora sta scontando diversi ergastoli al 41 bis. Già il 20 dicembre 1975 era stato arrestato a Calolziocorte, dove si era rifugiato, il latitante Gerlando Alberti, anche conosciuto come "U Paccarè", appartenente alla famiglia di Cosa Nostra di Porta Nuova di Palermo. Poi è stata appunto la volta nel 1992 nella cattura di Franco Coco Trovato e dei suoi picciotti, arrestati a più riprese anche successivamente.

E ancora: le inchiesta I Fiori della notte di San Vito, Oversize, Crimine, Tenacia, Infinito, Metastasi sugli intrecci tra mafia e politica, e altre ancora fino ad Insubria, nel 2016, con le riprese per la prima volta in assoluto in tutto il mondo di un autentico rito di affiliazione filmato in un orto di Castello Brianza. E poi nel 2013 ha fatto capolino anche la camorra con l'inchiesta Briantenopea, costata l'arresto a Casatenovo del rampollo genero del boss Giuseppe Esposito detto "Peppe o' curt" ma anche "Padre Pio", per conto del quale si sarebbe occupato di far sparire e reinvestire i soldi prelevati con carte di credito clonate. E tra una retata e l'altra si contano anche decine di interdittive antimafia per chiudere attività e società in odore di 'ndrangheta.