Lecco, precipita dalla cresta della Grignetta: ragazza di 21 anni muore in fondo al canalone

Due escursionisti hanno trovato il suo zaino e lanciato l'allarme

Soccorritori in Grignetta
Soccorritori in Grignetta

Mandello del Lario (Lecco), 24 gennaio 2024 – Una ragazza polacca di 21 anni è morta in montagna. E' precipitata dalla cresta della Grignetta. Due escursionisti hanno trovato uno zaino abbandonato lungo il percorso, hanno intuito potesse appartenere a qualcuno magari caduto e hanno allertato gli operatori del 112, il numero unico di emergenza.

Dalla base di Villa Guardia di Como sono decollati i soccorritori dell'eliambulanza di Areu di Como per una perlustrazione aerea. Sono stati allertati pure i tecnici volontari del Soccorso alpino, compreso un sanitario. Chi ha lanciato l'allarme non si sbagliava. Durante il sorvolo è stata in individuata una persona in fondo a un canalone: era la 21enne, purtroppo morta. Ricerche erano in corso già da ieri sera, quando era scattato l’allarme dal momento che la 21enne non era rientrata dall’escursione. 

L'altro giorno un alpinista di 36 anni di Arcore è precipitato per cento metri lungo il canalone ovest del Grignone: lui è sopravvissuto per ora al volo, sebbene sia ricoverato in prognosi riservata. La 21enne a quanto sembra era sola. “Sulle nostre montagne l'innevamento è molto scarso”, spiega e avverte Tita Gianola, 61 anni, che da quando ne ha 18 è volontario del Soccorso alpino tra le file della stazione di Valsassina e Valvarrone. E' anche tecnico di elisoccorso, guida alpina e istruttore del Soccorso alpino. “E' una condizione anomala in questo periodo – prosegue l'esperto, di quelli veri, non da social -. Sulle via di salita e sui canali più ripidi le rocce sono esposte, le temperature prima alte e poi basse favoriscono la formazione di verglas, uno strato di ghiaccio superficiale. Ci vogliono ramponi, non ramponcini. E occorre legarsi”.

Per legarsi in cordata occorre però essere capaci, gestire la sicurezza in maniera adeguata e conoscere come effettuare le progressioni alpinistiche, altrimenti il rischio, in caso di scivolata è quello di trascinare di sotto anche i compagni di risalita. “Se non si è è in grado di procedere assicurati con la corda – avverte Tita senza mezzi termini -, allora è meglio lasciar perdere in partenza”.