Dal tragico volo nel lago al carro funebre disperso, ora Manuela Spargi può riposare in pace

All’ultimo saluto presente anche il vigile del fuoco “eroe” che ha salvato il marito e il cugino

Manuela Spargi e il carro funebre ritrovato sul passo Dordona
Manuela Spargi e il carro funebre ritrovato sul passo Dordona

Colico (Lecco), 10 gennaio 2023 – Manuela riposa finalmente in pace. È stato celebrato l’altro ieri, lunedì, il funerale di Manuela Spargi, la 56enne di Milano, che martedì pomeriggio della scorsa settimana è morta, al volante della sua Nissan Qashqai, dopo essere precipita nel lago di Como con un tuffo di quaranta metri dal promontorio dell’Olgiasca, su cui sorge anche l’Abbazia di Piona, affacciata sul lago di Como. Le esequie avrebbero dovuto svolgersi già venerdì pomeriggio, ma il carro funebre con a bordo il feretro è rimasto abbandonato sul ciglio della strada sommersa di neve: l’autista, un necroforo sardo di 37 anni dell’agenzia funebre meneghina San Siro, incaricato di trasferire la bara da Colico a Milano, ha allungato il giro perché voleva passare da Piazza Brembana a salutare alcuni parenti. Decisione che si è però trasformata in un imprevisto. L’uomo è rimasto bloccato sul versante valtellinese del passo di Dordona a causa di una tormenta di neve.

Ha rischiato di morire assiderato, ma miracolosamente è riuscito a raggiungere a piedi la cima del valico, dopo un’incredibile camminata di almeno dieci chilometri in mezzo alla bufera. L’autofunebre e la bara di Manuela sono stati però recuperati solo la mattina seguente, quando ormai il funerale in programma era stato annullato e dopo che le figlie di Manuela avevano sporto denuncia per la scomparsa del feretro, perché lasciate completamente all’oscuro di quanto successo: nessuno le aveva avvisate.

L’estremo saluto, annullato per cause di forza maggiore, è stato alla fine celebrato lunedì. Ha partecipato alla cerimonia pure Ivano Ghidoni, il vigile del fuoco eroe di 45 anni di Milano che è riuscito a salvare almeno Enrico Taffa, il marito 60enne di Manuela, che resta ricoverato in stato di coma profondo all’ospedale di Circolo di Varese senza nemmeno aver potuto apprendere quanto accaduto alla moglie, e Carlo Chies, il cugino di 79 anni, che invece è fuori pericolo.